LA SANTARELLI ESULTA: IL FIGLIO ESCE DAL LUNGO TUNNEL DEL TUMORE

Piacciono a tutti le storie a lieto fine. Meglio ancora se sono storie vere, come quella di Elena Santarelli e del suo bambino, Giacomo, che dopo un anno e mezzo di cure e terapie è guarito dal tumore cerebrale che gli era stato diagnosticato nell’autunno del 2017. Lo dichiara commossa la showgirl su Instagram e in Tv, ospite di Marco Liorni a ItaliaSì!: «Finalmente è in follow up: significa che ha finito la chemio e ora dovrà solo sottoporsi ai controlli periodici», spiega asciugandosi lacrime di sollievo.

Raggiante ma esausta, piange di liberazione e si scusa con le persone a lei più vicine per il nervosismo di queste settimane: «Alla fine delle terapie bisogna fare una risonanza e il prelievo del liquor midollare, esami che nell’ultimo periodo hanno preoccupato molto noi genitori [lei e il marito, l’ex calciatore Bernardo Corradi, ndr]», dice. E poi ringrazia tutti: i medici che hanno seguito il figlio all’ospedale Bambino Gesù di Roma, l’équipe di neuro- oncologia, gli infermieri, gli psicologi, gli amici, i fan che le sono stati accanto in questi mesi da incubo con messaggi di sostegno e incoraggiamento. L’elenco è così lungo che sui social servono due post fitti fitti di nomi e parole per non tralasciare nessuno. Ma le parole più belle arrivano da Giacomo stesso, che pochi giorni dopo aver ricevuto dalla sua dottoressa la notizia tanto attesa – «Ora puoi goderti la tua vita e questa estate, libero come ogni altro bambino» – ha scritto a Elena una lettera per la festa della mamma, che lei ha condiviso su Instagram suscitando un’onda di emozione generale. “Sei una mamma speciale, perché quando sono triste o arrabbiato tu mi sopporti sempre”, leggiamo, e già ci si stringe il cuore. “Sei la mamma più bella del mondo, gentile, carina e anche molto positiva, perché quando facevo la chemio chiedevo sempre tra quanto finiscono le cure e tu mi dicevi tranquillo, il giorno arriverà.

E il giorno è arrivato come dicevi tu e non perdevi mai la speranza”. Impossibile rimanere indifferenti. Giacomo ha 9 anni, il coraggio di un leone e una sensibilità che lascia di stucco. «Non pensavo potesse notare tutte queste cose», si stupisce persino la Santarelli, che nell’ultimo anno e mezzo non ha mai abbassato la guardia: ha accompagnare passo dopo passo il figlio verso la guarigione. La disperazione iniziale per la terribile diagnosi, «un pugno nello stomaco senza preavviso », come l’ha descritta lei stessa, è stata subito soffocata, sostituita da un atteggiamento ottimista e combattivo, forte di un dato incoraggiante: l’80 per cento dei bambini colpiti – in Italia circa 450 ogni anno – guarisce. In casa dunque non si è mai parlato di malattia, ma di “problema da risolvere”: Giacomo ha continuato ad andare a scuola e a fare una vita il più possibile normale, non ha perso l’anno, si è preso anche qualche sgridata quando se la meritava. «Soprattutto, gli abbiamo sempre detto la verità», aggiunge Elena, che nel frattempo si è buttata anima e corpo nella raccolta fondi per la ricerca nel campo della neuro-oncologia pediatrica, facendosi portavoce del progetto Heal (www.progettoheal. com) e guadagnando più di un sostenitore vip alla causa (ultimo in ordine di tempo Fedez, che donerà parte dei proventi del libro Quando sarai grande dedicato al figlio Leone).

Il tutto senza soccombere alle critiche e agli attacchi degli haters, gli “odiatori” di Internet, che, anche in circostanze così drammatiche, non hanno lasciato in pace la showgirl. Mentre lei si sforzava di non perdere il sorriso, per il bene di Giacomo ma anche della sorellina Greta, che ha da poco compiuto tre anni, le piovevano addosso critiche insensate e crudeli, insulti pesanti perché continuava a truccarsi, uscire di casa e lavorare nonostante la malattia del figlio. Lei ha stretto i pugni, non è mai tornata sui suoi passi. Anzi, ha sempre difeso la decisione di condividere l’esperienza con il pubblico, per incoraggiare le famiglie alle prese con situazioni altrettanto difficili, se non peggiori. «Non sono una supermamma: ne ho incontrate tante altre come me», ha ribadito in più occasioni, dicendosi fortunata pur nella tragedia, perché il tumore di Giacomo era curabile. Ha avuto ragione a non perdere la speranza, a guardare al futuro senza abbattersi: ne è la prova il sorriso di suo figlio, che finalmente può smettere di essere un piccolo eroe e tornare a essere solo un bambino.

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