Choc e disperazione Già papà di un bambino, la moglie è al terzo mese. Medici sotto accusa

La sera, Alfons Kaja, era stato al pronto soccorso perché non si sentiva molto bene, poi è rientrato a casa. Dopo poche ore si è svegliato per andare a lavorare, ha preso l’auto, ha accusato un malore, si è schiantato ed è morto. Una tragedia assurda e che merita risposte quella di Alfons Kaja, il 33enne morto verso le 4,30 sulla strada tra San Severino e Tolentino. Ne sono convinti i familiari che hanno dato mandato all’avvocato Filippo Ciconte per capire se si sarebbe potuta evitare.

Malore fatale in auto, la famiglia del giovane papà: «Poco prima era stato al pronto soccorso». Kaja, di origine albanese, viveva in Italia dal 2007, a San Severino. Lascia la moglie Ada, incinta di tre mesi e una bimba di appena 2 anni e mezzo. Era un autotrasportatore e stanotte si era svegliato proprio per raggiungere la ditta di Tolentino per la quale lavora. All’improvviso sulla Provinciale 127 ha perso il controllo della sua Volskwagen Passat e si è schiantato contro un guardrail sulla corsia opposta. Sono stati gli automobilisti di passaggio a lanciare l’allarme.

Quando sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri di Tolentino hanno provato in tutto i modi a rianimarlo, ma il cuore dell’uomo non si è più ripreso. Come prima cosa è stata disposta l’ispezione cadaverica, che è stata effettuata all’obitorio di Macerata dal medico legale Roberto Scendoni. Sulla vicenda però il sostituto procuratore Claudio Rastrelli ha aperto un fascicolo, disponendo anche l’autopsia, che sarà eseguita con ogni probabilità mercoledì mattina.

Restano da chiarire le cause esatte della morte, la prima ipotesi è che si sia trattato di un arresto cardiaco. Ma serviranno gli ulteriori accertamenti, soprattutto in relazione al fatto che Alfons Kaja ieri sera era stato al pronto soccorso di San Severino perché si sentiva male. «Io l’avevo visto verso le 18 – racconta Blerim, il cugino – e m’aveva detto di sentirsi poco bene.

Verso le 21 ha detto la stessa cosa alla moglie, aveva la pressione alta, così è andato al pronto soccorso. E’ tornato a casa poco dopo perché dall’ospedale gli hanno detto che non aveva niente. In nottata poi è partito per andare a lavorare. A parte ieri non aveva mai mostrato particolari problemi di salute». Per questo la famiglia ha dato mandato all’avvocato Ciconte. «Vogliamo capire se ci sono state delle responsabilità perché di sicuro quello che è successo è molto strano – commenta il legale – Chiederemo tutta la documentazione medica all’ospedale, visto che lui ieri sera era andato al pronto soccorso per problemi di pressione alta ed è stato dimesso. Quindi vogliamo appurare se è stato dimesso con troppa facilità o meno»

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