Luce e ombre di Scientology, culto che annovera star tra i seguaci

In molti qui da noi non hanno mai sentito parlare di Scientology o, nel caso, pensano sia un fenomeno d’oltreoceano; eppure la chiesa fondata dallo scrittore L. Ron Hubbard possiede in Italia ben 12 sedi dove esercitare e diffondere la fede. Tale corrente religiosa, creata nel 1954, è ormai diffusa in tutto il mondo, ma il riconoscimento come “fede” le è stata conferito solo negli Stati Uniti e in Australia e solo dal 1993. In Italia dal 2009 sono state inaugurate tre importanti nuove sedi a Roma, Padova e Milano ad aggiungersi alle 20 missioni sparse su tutto il territorio per j diffondere informazioni e servizi di base. Tra simpatizzanti e fedeli il movimento, nella nostra penisola, conta oggi su una partecipazione di 265.000 persone. Solo a Roma vi sono 30.000 abbonati alla rivista mensile, ma è diventata Milano il centro nevralgico più grande d’Europa, come conferma Fabrizio D’Agostino, direttore Affari Pubblici della Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo.

La dottrina si fonda non su divinità ultraterrene, ma sullo sviluppo di facoltà innate dell’essere umano, composto da una forma spirituale immortale: infatti chi lavora per Scientology firma contratti a scadenza un miliardo di anni! Si potrebbe semplificare dicendo che la dottrina di Hubbard è un misto di oriente e occidente, di filosofia dell’Est con scienza dell’Ovest. Una fede che non si considera solo tale, ma che ha un uso pratico quotidiano. Esistono in Scientology un rito battesimale chiamato “cerimonia del nome”, un rito matrimoniale e uno funebre, oltre a una serie di tecniche di concentrazione che vengono apprese attraverso costosissimi corsi e materiali didattici. Ci sono poi i sacerdoti, o Ministri del Culto i quali, esaminati e accettati nei loro requisiti fondamentali, vengono presentati alla comunità dei fedeli.

Il fondatore Ron Hubbard aveva molto più del capitano di marina che del santone. Nel ’41 era nella marina degli Stati Uniti assegnato alle Filippine anche se non andò mai oltre Brisbane in Australia, ben distante dal centro degli scontri. Poco prima della fine della guerra Hubbard incontra il suo primo socio in affari Jack Parsons che gli farà conoscere la sua futura moglie, Sara Northrup e i riti della loggia massonica “Ordo Templi Orientis” ispirati ai miti del “Golden Dawn”. Dopo aver preso a Parsons tutto ciò che poteva in idee e denaro, scappò con Sara e iniziò la scrittura di Dianetics, il suo bestseller descritto dall’editore come “una Sascrizione ingegneristica freddamente precisa su come opera la mente umana e su come recuperare una corretta operatività. La tecnica di stimolazione della memoria è così potente che, dopo appena 30 minuti dall’inizio della terapia, le persone ricordano dettagliatamente il momento della nascita”. Il motivo dominante di Scientology, naturale evoluzione in fede religiosa di Dia- netics, è che l’essere umano è un essere spirituale (Thetan) e dunque egli ha una vocazione superiore per cui non può accontentarsi di mezze misure: lo spirito dell’uomo è immortale ed eterno.

Lo scrittore/marinaio ha trascorso gran parte della sua vita in fuga da vecchi soci e da chi lo accusava di raggirare le persone. Dai racconti di Hana Whitfield, capitano di una del

le due navi su cui Hubbard era solito spostarsi, emergono elementi agghiaccianti: «Alcune persone sono state gettate in mare per l’esecuzione di un processo, magari per una consulenza tecnica sbagliata. Parliamo anche di donne di 55 anni». Joe Reaiche, ex stella del rugby, finì anche lui nella rete di Hubbard e denunciò i suoi anni di frequentazione: «Si parte comprando un libro da 3 dollari e si finisce con il pagare 35.000 o 50.000 dollari», denunciò. L’ex giocatore professionista spese in totale circa 500.000 dollari per raggiungere all’età di 23 anni uno dei massimi livelli previsti dalla chiesa di Hubbard.

Il problema che si presenta a chi si confronta con Scientology, emerge quando se ne vuole allontanare. Hubbard ha lasciato ai suoi adepti una linea molto aggressiva da seguire per rivolgersi ai “nemici della fede” e il noto documentario di Quentin McDermott del 2012 ci fornisce qualche esempio. Chi si allontana da Scientology diventa un nemico e chi rimane dentro ne deve prendere le distanze: è stato così che il rugbista Joe Reaiche ha perso ogni contatto con i suoi figli rimasti all’interno. Un rappresentante della confraternita ha riferito che, nonostante lo sportivo avesse già deciso da tempo di separarsi dalla sua famiglia – ha divorziato nel 2005 – il non potere né vedere né sentire i propri figli lo distrugge.

Ci sono altre storie del genere. Altre famiglie hanno vissuto il dramma della “disconnessione” perché un membro ha voluto lasciare la chiesa nella quale prima si trovavano armoniosamente tutti. Liz Anderson vive in Australia e non ha più notizie di sua figlia Fiona dal 2005. Il marito afferma di aver visto Liz disperarsi molte volte per l’impossibilità di contattare la figlia, un fatto che li ha distrutti come individui e come famiglia. Ma Fiona, interpellata, è intervenuta in tv dicendo di non voler avere più contatti con loro finché continueranno a offendere la chiesa di Scientology-

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