Pamela Prati, la passione per il bingo, le fobie e i capricci da diva

 Soldi, auto di lusso, cene e regali emergono verità nascoste. Dettagli che solo chi ha conosciuto bene l’ex primadonna del Bagaglino può rivelare. A parlare è il suo ex manager, Settimio Colangelo. «Per tre anni ho fatto da a- gente a Pamela. Sono stato l’unico di cui molte produzioni tivù si fidavano quando la proponevo. Credevo che fosse un’amica, ma ha approfittato di me», dice a Nuovo. Intanto anche il giallo delle nozze col fantomatico Marco Caltagirone (che non ha mai voluto mostrare il proprio volto) è al capolinea: il presunto manager avrebbe comunicato la fine della storia con la Prati. Ma persino sulla veridicità di questo annuncio ci sono dubbi. Un vecchio amico di lei come Cristiano Malgioglio è stupito: «Pamela è buona. Perché non esce da questo incubo? Non capisco cosa sia accaduto, ma deve avere coraggio». Colangelo rincara la dose.

Settimio, che cosa pensi della storia del matrimonio di Pamela e Caltagirone? «Se davvero fosse tutto falso, sarebbe un peccato. Lei ha giurato anche a Silvia Toffanin che è tutto vero».  Tu dove hai conosciuto la Prati? «A Monopoli per l’inaugurazione di una sala bingo. Ero con Maurizio Mattioli, un altro ospite di quella serata».

Bingo? Ti risulta che alla Prati piaccia giocare? «Posso dirvi che di sera la lasciavo in una strada di Roma che mi indicava dicendo che lì vivevano le sorelle. Poi ho scoperto che c’era il bingo».Quando sei diventato suo agente?

«Dopo poche settimane dal momento in cui l’ho conosciuta: me l’ha chiesto lei». Eravate amici? «Sì. Lei ha trovato in me una persona che era anche un amico: passavamo il tempo insieme a Roma, nei migliori ristoranti. E con me una donna non ha mai pagato».Stava già con Luigi Oliva?«No. Aveva appena lasciato un altro ex e stava malissimo, lo ricordo bene. Io le sono stato vicino. Luigi Oliva l’ha conosciuto dopo: già da un anno era nella mia agenzia».

Non la senti da molto? «Dall’8 febbraio 2018». Lei ha lasciato te? «No. Sono stato io a interrompere il rapporto di lavoro». In che senso Pamela si approfittava di te?«Viaggiava solo in auto, niente treni o aerei: e io pagavo. Mi sono reso conto che faceva pagare a me anche i viaggi personali». Quanto ti è costato? «Ho speso migliaia di euro. A Natale 2017 le avevo mandato un’auto e lei disse: “O me la cambi o non vado all’evento a Bari.” Alla fine ne ho pagate due». Ti ha ringraziato? «Mai. E io la credevo un’amica».

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