Resta paralizzata dopo un “raffreddore”: vita stravolta a 29 anni

Resta paralizzata dopo una “tosse”. La storia della 29enne Danielle McGuinness è un colpo al cuore. La ragazza stava male da diverse settimane: aveva tosse e un malessere generale ma non si è preoccupata più di tanto perché era convinta che il suo malessere fosse provocato da un semplice raffreddore. Un giorno, però, Danielle prova una strana sensazione alle mani: pian piano inizia a perdere sensibilità agli arti. Prima le mani, poi le gambe. Stava per partire per un lungo viaggio ma decide di andare in ospedale perché capisce che qualcosa nel suo corpo non funziona come dovrebbe.
La ragazza viene ricoverata in ospedale: le sue condizioni velocemente peggiorano e i medici, dopo una serie controlli, scoprono che ha una rara malattia che colpisce i nervi. Si chiama la sindrome di Guillain-Barré o paralisi di Landry. La malattia si manifesta con paralisi progressiva agli arti. Il suo esordio è alquanto rapido ed è causata dal sistema immunitario del paziente stesso che attacca il proprio sistema nervoso periferico.

Prima che la sua situazione degenerasse, Danielle era stata dal medico che però l’aveva rimandata a casa tranquilla dicendole che i suoi sintomi erano provocati dall’ansia. Secondo il medico, infatti, quella vacanza che avrebbe fatto di lì a breve, sarebbe stata per lei motivo di stress. Ma la situazione era ben altra. Dopo la diagnosi, Danielle è stata mandata in un coma farmacologico perché la malattia le stava attaccando i polmoni.

Quando si è svegliata era ricoverata nel reparto di terapia intensiva ed era paralizzata dalla testa in giù. E non riusciva neanche a parlare. “Ho avuto quelli che credevo fossero i sintomi del raffreddore a Natale e Capodanno – ha raccontato Danielle a Metro – avevo dei tremendi attacchi di tosse che, spesso, mi facevano venire la nausea. Ma ho pensato fosse solo un raffreddore”. La ragazza continua ad andare al lavoro poi lo choc dopo la diagnosi. “Dopo il coma, sono rimasta a letto per 11 settimane e ho dovuto imparare a fare di nuovo tutto, come un bambino”.

Dopo settimane di estenuante fisioterapia, Danielle ha finalmente iniziato a stare meglio, ma una ricaduta l’ha portata in ospedale il mese scorso. “Sono una persona piuttosto positiva – ha detto – anche se questo mi ha messo alla prova, ma se posso aiutare gli altri potrò dire ne sia valsa la pena”. Danielle ora progetta di scrivere un libro sulla sua esperienza per aiutare altre persone con questa condizione.

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