Papà e zio bruciano bimbo di 3 anni: “Non si faceva violentare”

La Procura di Lecce ha concluso le indagini su un presunto caso di abusi subiti da un bambino che all’epoca dei fatti aveva tre anni ad opera del padre e dello zio. Il piccolo sarebbe stato picchiato con calci e pugni dai parenti e anche sottoposto a brutali sevizie come ad esempio bruciature di sigaretta.

Le accuse nei confronti di padre e zio sono di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto ricostruito dalla Procura – a riportare i dettagli dell’orrore sono i quotidiani locali -, il piccolo veniva picchiato ogni volta che provava a ribellarsi alle molestie. Le punizioni prevedevano calci, pugni, sculacciate e anche fango, escrementi sul corpo, saliva.

I fatti sarebbero avvenuti in un comune del circondario di Galatina (Lecce), nel periodo compreso dal novembre 2018 (quando il bimbo aveva tre anni) al aprile 2019. Le indagini sono partite dalla denuncia della madre del bambino il quale, dopo aver parlato con la mamma, è stato ascoltato alla presenza di uno psicologo in due incidenti probatori.

Il bambino avrebbe subito molestie nella casa dei nonni paterni o in un vicino casolare di famiglia nei giorni in cui era affidato al padre a seguito della separazione del genitori.

Nell’avviso di conclusione delle indagini notificato ai due indagati vi sarebbe anche l’accusa di produzione di materiale pedo_po_no_grafico, in quanto, in diverse circostanze, lo zio avrebbe fotografato il nipotino nu_do. Quattro di questi scatti sono stati trovati sul cellulare dell’uomo.

Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dal magistrato o produrre memorie difensive attraverso i loro avvocati. Nel frattempo, il bimbo e la madre hanno lasciato il Salento per raggiungere una località del Nord Italia.

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