Solo un medico italiano SA LA VERITÀ SUI GEMELLI PUTIN

Due gemelli nati il 7 maggio. Forse. Con taglio cesareo. Chissà. In una clinica di Mosca presidiata dai servizi segreti. Si dice. La neo-mamma sarebbe stata assistita anche da un notissimo – e per ora assolutamente anonimo – luminare italiano della ginecologia. Magari. Non siamo impazziti: stiamo solo parlando della famiglia del presidente Vladimir Putin e del probabile, recentissimo arrivo di due suoi nuovi eredi.

Temi sui quali in Russia vige il silenzio più assoluto sia da parte del diretto interessato sia da parte dei media. «Ho una vita privata nella quale nessuno deve interferire», aveva detto lo zar, gelando persino l’amico regista Oliver Stone che nel 2017, mentre registrava una lunga intervista poi divenuta documentario, aveva osato domandargli del divorzio dalla prima moglie Ljudmila Krebneva. E dunque sono poche, pochissime le notizie riguardanti questa presunta nuova duplice cicogna e manca qualunque conferma ufficiale. Dando per buono quel che trapela, dunque, pare che la compagna di Putin, Alina Kabaeva, dopo aver già partorito un primo figlio nel dicembre 2009 e una bimba nel novembre 2012, sia stata ricoverata al Kulakov Research Centre, un ospedale moscovita specializzato in ostetricia, ginecologia ed emergenze neonatali. La clinica sarebbe stata bonificata letteralmente dai servizi segreti e un piano intero sarebbe stato interdetto al pubblico per tutto il tempo del parto. Non solo: oltre al primario Ghenadij Sukhikh, potrebbe aver assistito all’intervento un noto ginecologo italiano. Il perché è tutta un’ipotesi: Alina infatti avrebbe dato alla luce la secondogenita in una clinica privata a Lugano, forse la stessa dove anche Barbara Berlusconi ha partorito tutti e quattro i suoi bambini. Rimasta favorevolmente colpita, la Kabaeva avrebbe richiesto pure stavolta la presenza a Mosca del medico italiano che la seguì allora.

La ricostruzione del lieto evento è avvenuta grazie alle rivelazioni scritte dal giornalista investigativo Sergej Kaneev sul proprio profilo Facebook. Il cronista già in passato aveva osato rompere il riserbo sulla vita privata di Putin e ne ha pagato le conseguenze: qualcuno anni fa ha tentato di ucciderlo e varie volte è finito in galera. L’ultima quando aveva descritto apertamente il lussuoso stile di vita di Marija, classe 1985, primogenita del presidente e dell’ex moglie Ljudmila. La coppia ha avuto un’altra figlia, Ekaterina. Di entrambe le ragazze non si è mai saputo granché se non che hanno frequentato una scuola tedesca e ora abiterebbero all’estero. Probabilmente una delle due è diventata madre, ma è difficile da dirsi visto che pare abbiano sempre usato false identità per non essere riconosciute. Il mistero intorno a loro deriva soprattutto dalla formazione del padre, cresciuto alla scuola del Kgb, e perciò convinto che ogni parente di cui si conosca l’esistenza possa in sostanza renderlo vulnerabile perché lo esporrebbe al pericolo di ricatti, rapimenti e vendette trasversali. Fatto sta che Putin non ha mai confermato nemmeno la relazione con Alina.

Campionessa di ginnastica ritmica ai Giochi di Atene nel 2004, nove medaglie d’oro ai Mondiali, 36 anni, una volta chiusa la folgorante carriera sportiva si era data alla moda. E infine era approdata alla politica visto che dal 2007 è deputata al parlamento russo per il partito del presidente. C’è chi dice, a proprio rischio e pericolo, che la conoscenza tra i due risalirebbe addirittura al 2000, ma all’epoca la ragazza aveva appena 17 anni e il presunto potente corteggiatore saldamente sposato da quasi due decenni. L’ufficializzazione dell’addio da Ljudmila è avvenuta nel 2014 tramite surreale comunicato stampa – che motivava la scelta dei due coniugi di separare di comune accordo i destini a causa del poco tempo disponibile da dedicare al loro matrimonio – è stata probabilmente l’unico atto privato messo nero su bianco dal presidente e con grande ritardo visto che le prime indiscrezioni su una separazione legale risalgono ad almeno cinque anni prima. Da allora niente è cambiato: dello zar si parla al condizionale e i suoi eredi – quasi – non esistono.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *