Uccisa a 32 anni dal marito con una chiave a croce mentre i figli dormono: “Amavo sua sorella”

Ha ucciso la moglie con una chiave a croce nella loro casa, mentre i figli di 2 e 5 anni dormivano al piano superiore, solo per poter avere una relazione con la cognata e sorella della vittima. È stato condannato a 23 anni di carcere Ahmed Dawood Seedat, ragioniere di 37 anni, per l’omicidio di Fahima Yusuf, 32 anni. Il delitto, consumatosi a Perth, in Australia, risale alla scorsa estate ma la sentenza nei suoi confronti è stata emessa solo nelle ultime ore. “È stato un gesto brutale, insensibile e codardo”, ha dichiarato in aula il giudice Bruno Fiannaca chiamato a emettere il verdetto. “Ha pianificato tutto per settimane e per puro egoismo”, ha aggiunto, anche perché le indagini hanno confermato che l’uomo, pochi giorni prima di mettere in atto il suo piano criminale, ha cercato su internet consigli su come cremare un corpo e dove seppellirlo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ahmed ha colpito più volte Fahima, con cui era sposato da 8 anni, in una notte dell’agosto del 2018. L’ha sorpresa nel sonno. Lei si è svegliata dopo essere stata presa la prima volta con la chiave a croce, ma non ha avuto la forza di reagire. “Ti amo“, le avrebbe sussurrato la 32enne, nel disperato tentativo di salvarsi. Ma a quel punto l’uomo l’ha soffocata e ne ha seppellito il corpo in una fossa scavata nel giardino sul retro della loro casa, mentre i due figli dormivano. A tutti Ahmed aveva detto che la moglie era partita per la Gran Bretagna, suo paese d’origine, per sottoporsi ad una operazione oculistica. Alla sorella di Fahima ha detto, invece, che lei lo aveva lasciato. Ma pochi hanno creduto alle sue bugie. Dopo quattro giorni, la famiglia ne ha denunciato la scomparsa e dopo 24 ore la polizia ne ha trovato la salma. L’autopsia ha confermato la presenza di lacerazioni alla testa e al corpo e sabbia in bocca ma non nelle vie respiratorie. Arrestato, è arrivata la condanna a 23 anni di reclusione.

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