Cocktail mestruale con tampone, per una buona causa ma piovono critiche

No, con “cocktail mestruale” non intendiamo quel mix di ormoni che ci rende vagamente intrattabili (su, bisognerà pure ammetterlo) nei giorni preciclo. E (sentiamo da qui il vostro respiro di sollievo) quando parliamo di “cocktail mestruale” lo facciamo solo in senso figurato. Trattasi infatti di un margarita ai frutti rossi, che viene servito da Yuzu, un simpatico bar di Lakewood, in Ohio e

che viene così presentato perché al posto del classico ombrellino ha come guarnizione un tampone. Una trovata pubblicitaria, certo, ma anche un’iniziativa di sensibilizzazione: chiunque ordinerà il cocktail (che si chiama “Even Can’t Literally”) contribuirà a donare un dollaro a un centro di ricovero per donne.

Alcuni, commentando il post, fanno notare che in quei centri c’è bisogno di tamponi, e che magari anziché infilarli nei cocktail avrebbero potuto donarglieli direttamente.

Ma il locale e la creatrice della bevanda, Sarah Kruegr, precisano che il tampone è facoltativo, sia per chi lo vede come uno spreco di risorse utili, sia per chi – incomprensibilmente –potrebbe rimanere turbato dal bere un cocktail ispirato al ciclo mestruale.

Se qualcuno vuole ordinare il cocktail senza tampone può farlo, fanno sapere dal bar dell’Ohio – e il dollaro verrà comunque donato, magari insieme al tampone stesso.

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