Fabio Fazio ‘minaccia’ rai 2

Dunque la legge degli ascolti ha emesso il suo verdetto. Fabio Fazio, dalla prossima stagione, trasloca su Rai Due. I risultati ottenuti su Rai Uno da «Che tempo che fa», una media stagionale del 13/14% lontana anni luce dallo standard dell’ammiraglia della tv pubblica attestato attorno al 20%,hanno messo il vertice aziendale nella condizione d’imporre all’intrattenitore ligure il cambio di canale. La voce era nell’aria da giorni, mal’incontro a Milano fra il presentatore più pagato dalla Rai (2 milioni e 240 mila euro all’anno) e il direttore di Rai Due, Carlo Freccero, ha dato corpo, e sostanza, alle indiscrezioni. Il trasloco su Rai Due, però, non prevede l’appuntamento del lunedì sera con«Che fuori tempo che fa», lo spin-off del programma domenicale. «Sarebbe stato difficile», spiegano in Rai, un mantenimento del «pacchetto completo» del prodotto Fazio, vista la necessità di armonizzarlo con il palinsesto di Rai Due.

REALPOLITIK In realtà dietro alla scelta di eliminare il «turno» del lunedì di Fazio ci sarebbe anche una questione di realpolitik, visto che la collocazione in seconda serata finirebbe con il fare concorrenza ai programmi di Rai Uno e alle proposte di Freccero. Una sfida in famiglia dannosa per tutti. Ecosì il programma domenicale si allungherà, quasi una compensazione, dall’ora dell’aperitivo con un prologo a quella del dopocena inoltrato. Un allungamento che dovrebbe dare l’opportunità di incrementare il numero di spettatori di«Che tempo che fa», che in quest’ultima stagione sono stati in media 3,8 milioni, una dote consistente da portare alla rete di Freccero. Domenica sera, tanto per avere un’idea precisa, «Che tempo che Fa» ha fatto registrare il 16,3% di share. Bene, ma non benissimo per Rai Uno. Un capitale per Rai Due. Quanto alla questione del cachet di Fazio, il conduttore ha detto più volte che se la Rai chiedesse a tutti quelli che superano un certo livello di accettare una riduzione analoga, lui non avrebbe problemi a dire sì, purchè non si tratti di un taglio «ad personam». Non ci sono indizi che Fazio abbia cambiato idea. Però ci sono tracce serie che indicano in una percentuale che va dal 10%, al massimo del 15, la quota di riduzione del compenso, che giova ricordarlo, è di 2 milioni e 240 mila euro all’anno per quattro anni, per un totale di 8 milioni e 960 mila euro. Il cambio di rete e il minor impegno complessivo del conduttore sarebbero le ragioni addotte dalla Rai. Sarebbero, perché la trattativa è appena all’inizio.

NODO CONTRATTUALE E poi c’è il nodo contrattuale. Fra le clausole di salvaguardia, inserite nell’accordo firmato da Fazio con la Rai, ce n’è una che parla di accettazione esplicita da partedel conduttore di un eventuale taglio del compenso. Tradotto: o Fabio dice sì alla riduzione e oppure non succede nulla. Un bel problema per la Rai. Che potrebbe sempre puntare sull’aiuto della politica, visto che la Lega ha presentato una norma quadro sui compensi delle star in modo da poterli ridurre per legge. Se dovesse andare in porto l’idea degli esponenti del Carroccio, il tetto ai compensi, questa potrebbe essere il classico cavallo di Troia. Capace anche di neutralizzare, almeno in parte, il gioco degli agenti delle star. Perché nella trattativa fra la Rai è Fazio ci sarebbero dentro anche gli altri clienti di Caschetto, il manager del conduttore di Che tempo che fa. Infine la Rai ha deciso di presentare solo a Milano, nell’area del Portello, i palinsesti autunnali della tv pubblica, quelli cari agli investitori. Niente bis a Roma, come avveniva in passato.

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