Genitori di 26 e 23 anni violentano ripetutamente il figlio di 6 settimane

L’ orribile violenza di cui si è resa responsabile una coppia tedesca sta suscitando molto clamore in Germania. Ismail S., 23 anni, e Nina R., 26 anni, sono infatti accusati di ave abusato del loro figlio con una brutalità tale che i medici hanno dovuto ricostruire al piccolo un ano artificiale. E’ accaduto nella città di Ludwigshafen, nello stato tedesco occidentale della Renania-Palatinato.

Secondo l’accusa la coppia avrebbe inferto le violenze al figlioletto quando aveva appena sei settimane di vita. Gli abusi sono stati giudicati gravissimi e il procuratore generale Hubert Stroeber, titolare dell’inchiesta, ha spiegato che Ismail e Nina intendevano solo ottenere soddisfazione sessuale. L’uomo e la donna hanno ripetutamente stuprato il bambino, a cui i medici hanno poi diagnosticato una grave forma di peritonite, infiammazione del peritoneo normalmente causata dalla rottura dell’intestino.

I dottori però hanno scoperto anche altre gravi lesioni alla testa, alle costole e al petto, oltre che agli occhi: ciò farebbe pensare che da molto tempo il piccolo subiva gravi abusi. Il padre e la madre del bambino sono stati arrestati e a maggio verranno sottoposti al processo. Dovranno rispondere delle accuse di lesioni e violenza sessuale su un minorenne.

Negli ultimi 10 anni i minori vittima di violenza sono aumentati del 43%. Un numero che preoccupa e che mostra tutta il lavoro che c’è da fare per arginare i reati contro i più vulnerabili. Il dato più allarmante è quello legato alla pedopornografia: nel 2017 gli arresti per detenzione di materiale pedopornografico sono aumentati del 57%.

È questo quanto risulta dal settimo dossier della campagna Indifesa di Terre des Hommes che mira ad accendere i riflettori sui diritti negati dei più piccoli. Solo nel 2017, 1723 bambini sono stati molestati all’interno delle mura domestiche. Grave anche il dato che riguarda le gravidanze precoci. Più di 1500 le madri minorenni, perlopiù italiane: tra queste 11 messi hanno meno di 15 anni. Sicilia e Campania sono le regioni con maggior incidenza seguite da Lombardia e Lazio. Spesso queste giovani lasciano agli studi compromettendo così la possibilità di raggiungere una posizione lavorativa altamente specializzata.

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