Omicidio piccolo Leonardo, un bimbo che voleva soltanto vivere. Oggi l’ultimo saluto

È il giorno del dolore a Novara, quello dell’addio a Leonardo Russo, il bimbo di quasi due anni ucciso di botte lo scorso giovedì 23 maggio nella sua casa nel quartiere di Sant’Agapio, alla periferia della cittadina piemontese. Una folla di cittadini ha raggiunto il Duomo, dove si sono svolti i funerali del piccolo, celebrati dal vescovo Franco Giulio Brambilla. Osservato anche il lutto cittadino, deciso dal sindaco Alessandro Canelli, che nella serata di ieri ha anche organizzato una fiaccolata in memoria di Leonardo. “Le bandiere sugli edifici comunali e pubblici saranno esposte a mezz’asta e il gonfalone cittadino listato a lutto in occasione della cerimonia – si legge nel comunicato -. Alle 14, all’inizio del funerale, in tutti gli uffici comunali sarà rispettato un minuto di silenzio. Il sindaco invita i cittadini, per l’intero arco di tempo nel quale sarà celebrato il rito funebre, a mantenere comportamenti che non contrastino con la triste circostanza e invita le organizzazioni sociali, culturali e produttive cittadine a un minuto di silenzio in concomitanza del funerale secondo le modalità ritenute più opportune”.

Le parole dell’omelia del vescovo di Novara

“Siamo qui attoniti, feriti e con nel cuore un dolore indicibile di fronte alla terribile tragedia che si è abbattuta sul piccolo Leonardo. Una vita appena sbocciata, indifesa, bussava alla porta del mondo per avere una casa e invece ha trovato miseria e violenza umana”, ha detto il vescovo Brambilla nel corso dell’omelia, aggiungendo: “Ci uniamo con le lacrime, l’amore e la preghiera, invocando la pietà umana e la misericordia di Dio su chi non ha saputo accogliere il sorriso e la gioia di un bimbo che chiedeva soltanto di vivere. Tutta la nostra città si stringe con un unico cordone d’affetto quasi per arginare l’onda di male che ci trafigge il cuore e sembra minacciare ciascuno di noi, lasciandoci nella paura e nello sconforto”.

Anche, il monsignore ha sottolineato che “questo tempo, il nostro tempo, sta tornando ad essere come il mondo antico, dove le donne e i bambini erano una proprietà del padrone di casa e, quando non servivano più, venivano eliminati. I bambini non sono proprietà di nessuno. Il bimbo ci chiede di accoglierlo così come è, semplice, duttile, pieno di voglia di vivere, desideroso di giocare”. Assente ai funerali la madre di Leonardo, che ha dato l’ultimo saluto alla bara bianca del figlio nella camera ardente.

Il punto sulle indagini: come è morto Leonardo?

Intanto, proseguono le indagini degli inquirenti per fare luce sulla vicenda. È stato convalidato il fermo della mamma di Leonardo, la 22enne Gaia Russo e del compagno Nicolas Musi, 36 anni, entrambi presenti sul luogo della tragedia e per questo accusati di omicidio. La prima resta in una struttura protettiva perché in stato di gravidanza, mentre il secondo è detenuto nel carcere di Novara. Proprio Gaia, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, svoltosi ieri, lunedì 27 maggio davanti al Gip Raffaella Zappatini, si è difesa dicendo di non essere stata lei ad uccidere il bambino. Ha dunque sostenuto la sua innocenza pur senza dare direttamente la responsabilità del delitto a Nicolas, che invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Bisognerà, dunque, stabilire chi ha materialmente martoriato il corpo di Leonardo, arrivato pieno di lividi e traumi da schiacciamento in ospedale, dove ne è stato dichiarato il decesso. La causa quasi sicuramente è legata ad un violento colpo all’addome che ha avuto il bambino, tanto da provocargli la rottura del fegato.

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