Salvini mette in riga il M5S: detto io le priorità

«Ho i piedi ben piantati per terra perché a proposito di omonimi c’è qualcuno che vinse e stravinse le elezioni europee (Matteo Renzi) e poi perse il contatto con la realtà. Userò questo consenso umilmente per provare a cambiare le regole europee che stanno danneggiando l’economia italiana». È questo il messaggio che Salvini vuole dare agli oltre 9 milioni di italiani che hanno votato Lega, ma pure agli elettori degli altri partiti, in primis M5S precipitato al 17%. Lo ripete a ogni comizio, intervento radio-televisivo, conferenza stampa: «Non chiedo mezza poltrona in più, mi interessa invece tornare a lavorare e accelerare sui dossier inseriti nel contratto ». Proprio il contrario di quello che vorrebbe sentire Luigi Di Maio. Magari i Cinquestelle potessero cavarsela con qualche posto in più agli uomini del Carroccio. Se potesse Gigino farebbe alzare dalla sedia del consiglio dei ministri alcuni colleghi di partito per far posto ai leghisti.

E invece no. Salvini accelera sul taglio delle tasse, sull’autonomia e sulle grandi opere. Tre argomenti che stanno a cuore agli elettori del Carroccio, e non solo. Che però rappresentano delle vere e proprie bombe a orologeria in casa M5S. Partiamo dal fisco. Si sa, come ha ribadito Matteo ieri in lungo e in largo, chel’obiettivo è arrivare alla flat tax. Almeno fino ai ceti medi. In teoria i grillini ci stanno, tuttavia se si procede con la riforma tributaria, non ci sarebbero risorse per salario minimo o altre battaglie pentastellate. A proposito: per ridurre le imposte servono quattrini. E se già c’è da evitare l’incremento dell’Iva, significa che tutto l’esecutivo deve essere compatto per difendere in Europa la flat tax.

Resterà salda la truppa Di Maio? Altro tema: autonomia. Emilia- Romagna, Lombardia e Veneto sono pronte. La regionalizzazione di gettito fiscale e competenze vale oltre 20 miliardi a regime. Denari che non saranno più disponibili a Roma e per le regioni sprecone. Un atto di responsabilizzazione, che però non piace alla Raggi e al resto dei politici del Sud, ultimo bacino elettorale grillino.

Ce la farà Gigino a tenere unito il Movimento sull’autonomia? Grandi opere, Tav, Pedemontana, termovalorizzatori. Le nuove infrastrutture non sono molto amate da M5S, un pensiero che rappresenta il contrario di quello della gente. Basta vedere il voto in Piemonte, tutto pro-Tav. Ci risiamo con la stessa domanda: il capo politico dei pentastellati sarà abile nel tenere a freno il popolo del «No a tutto»? Ecco le mine che seminerà Salvini nei prossimi giorni-settimane. Sfiderà gli alleati su fatti concreti. E voto per voto si capirà se i cinquestelle si squaglieranno ai primi caldi o se si incolleranno alla poltrona, trasformandosi in cagnolini fedeli a Matteo. Intanto il decreto sicurezza bis, quello che multa le Ong soccorritrici di migranti in mare, probabilmente passerà. E i veti del premier e di Di Maio saranno un ricordo.

Entro venerdì il primo banco di prova sulla tenuta della maggioranza: dovrebbe arrivare la letterina della Commissione Ue (quella uscente) la quale conterrà la richiesta di una manovrina bis, onde rispettare i parametri Ue. Il leader del Carroccio ha già messo le mani avanti: «Penso che gli italiani abbiano dato mandato a me e al governo di ridiscutere in maniera pacata parametri vecchi e superati. Vedremo come sarà questa lettera. Ma, se fosse alla vecchia maniera, con la richiesta di tagli, allora diremo “no”». Conte è avvisato: starà con la Ue o con il suo vicepremier? Gigino ora si propone da«argine » al Carroccio .Ma Salvini è un fiume dove l’acqua va veloce. Forte del 34,3% raggiunto alle Europee, Matteo è così diventato il premier ombra.Ormai andare contro la Lega, è come andare contro la gente. M5S è all’angolo, comunque si muoverà.

Loading...

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *