La moglie muore dopo malore in casa: il marito tenta di aiutarla e muore anche lui

Non ce l’ha fatta ad aspettare e ha seguito la moglie. Succede a Melito Iripino dove due anziani coniugi sono morti a meno di 48 ore di distanza. La storia risale a domenica scorsa. I protagonisti hanno 82 e 93 anni. Una vicenda che all’inizio aveva fatto anche temere si trattasse di una morte violenta e dolosa, ma che con il passare delle ore sembra ormai sempre più destinata ad essere derubricata in un assurdo, quanto fatale, incidente domestico. Lei, Antonietta Spinazzola, avrebbe avuto un malore improvviso nella notte di domenica: un malore, forse un infarto, che non le ha lasciato scampo e che l’ha stroncata sul colpo. Lui, Giuseppe Di Minico, già ammalato da tempo, ha provato a soccorrerla subito, ma forse a causa delle sue precarie condizioni fisiche, è scivolato battendo la testa sul pavimento e perdendo i sensi. Lo ha trovato, ancora vivo, il nipote nella mattinata di lunedì, assieme al corpo senza vita della donna.

Di Minico, da Melito Irpini è stato così portato d’urgenza all’ospedale Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino, e poi al Secondo Policlinico di Napoli. Le sue condizioni sono apparse subito disperate. E così mentre dal Frangipane veniva dato il via libera alla salma, dopo l’autopsia, si è spento anche lui. Sconvolta la comunità di Melito Irpino, che si ritroverà così a dare l’ultimo addio ai due anziani coniugi con una cerimonia comune, nella chiesa di Sant’Egidio in Piazza Repubblica. 

“Siamo vicini alla famiglia in questo momento di dolore”, ha fatto sapere il sindaco Michele Spinazzola, eletto proprio domenica a primo cittadino di Melito Irpino, portando così la vicinanza ed il cordoglio dell’amministrazione comunale irpina ai familiari dei due anziani coniugi. L’infarto del miocardio (o miocardico) si verifica quando un trombo (coagulo di sangue) interrompe improvvisamente il flusso di sangue all’interno di un’arteria coronaria (vaso sanguigno che porta il sangue ad una parte del muscolo cardiaco).L’interruzione del flusso sanguigno diretto al cuore, con il protrarsi dei minuti ed ore può danneggiare o distruggere (necrosi) una parte del muscolo cardiaco (miocardio). Tuttavia, se il flusso sanguigno viene ripristinato in tempi brevi, il danno al cuore può essere limitato o addirittura evitato. Un infarto del miocardio, anche chiamato attacco cardiaco, può essere fatale. Questo succede per lo più quando le persone confondono i loro sintomi con una malattia meno grave, come l’indigestione, e ritardano l’accesso in ospedale. Dunque, per ridurre la mortalità è fondamentale che il paziente o i familiari riconoscano prontamente i sintomi al fine di attivare i soccorsi e le relative strategie terapeutiche urgenti (farmacologica e soprattutto riperfusione meccanica con angioplastica).

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *