Li drogoò e si filmò mentre abusava per ore della donna incinta. Dopo averla uccisa continuò a violentare il suo cadavere. Una storia da brividi che sconvolse l’Italia

Confermata al Processo d’appello a Mestre, la condanna all’ergastolo per Stefano Perale, il professore d’inglese che nel 2017 uccise i due fidanzati Biagio Buonomo e Ansatasia Shakurova nel suo appartameto di Chirignago. Il verdetto è stato emesso oggi davanti all’imputato che ha ascoltato in silenzio la sentenza, senza mostrare reazioni. Perale è stato giudicato per duplice omicidio volontario aggravato, violenza sessuale, vilipendio di cadavere e procurato aborto.

Le vittime, infatti, sono state attirate in casa con un pretesto, narcotizzate e uccise. Quella andata in scena in casa di Stefano Perale, cinquantenne professore di Mestre, da anni innamorato della nella Anastasia, fu una sequenza da snuff movie. Perale, infatti, secondo quanto egli stesso ha confessato agli inquirenti la notte stessa dei fatti, il 18 giugno di due anni fa, aveva premeditato per la coppia una fine impietosa, pur senza sapere che le sue vittime sarebbero state tre. La giovane Anastasia, 30 anni, era incinta di 5 mesi del fidanzato.

Un amore non corrisposto

Perale conosce Anastasia, giovane ragazza russa con un matrimonio fallito alle spalle, nella scuola privata dove insegnava inglese a Venezia. Se ne innamora subito, ma lei mette le mani avanti, vuole essere solo sua amica e infatti, come a un amico, presenta i suoi fidanzati. Con il primo non funziona, poi arriva Biagio Buonomo, napoletano, ingegnere aerospaziale, un bravo ragazzo. Vogliono sposarsi e così quando Stefano Perale li invita a casa per una cena, l’iniziativa appare come il gesto gentile di un amico che vuole partecipare alla loro felicità. In realtà Perale ha un piano per ucciderli entrambi. Ha preparato per loro cocktail di benvenuto drogati e quando i due si accasciano come pupazzi, porta Ansatasia sul letto per dare sfogo ai più bassi istinti. La stupra, la uccide e poi continua a stuprarne il cadavere mentre le telecamere lo riprendono come nei film porno che è solito guardare, dove si vedono donne stordite che vengono stuprate. Biagio, intanto, è stato neutralizzato e finito con una spranga. Alla fine del massacro chiama anche le forze dell’ordine per consegnarsi.

Inchiodato dal video

Nei mesi successivi le indagini porteranno alla luce la personalità di Perale, un uomo solitario con la passione per la pornogrfia e sveleranno il risentimento profondo che Perale aveva maturato nei confronti della vittima. La scoperta più macabra e inquietante, tuttavia, sarà quella del video che riprende una dopo l’altra le sequenze dello stupro e dell’omicidio di Ansatasia. Perale, forse progettando di rivedere il video o di tenerlo come trofeo, aveva piazzato delle telecamere per riprendersi mentre stuprava uccideva la povera Anastasia e mentre ne violava il cadavere. Le telecamere, così come il sonnifero nei drink, sono solo alcuni degli elementi che hanno provato in aula la premeditazione del delitto. Giudicato in sede processuale capace di intendere e di volere, Perale oggi punta al ricorso chiedendo una nuova perizia psichiatrica.

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