Si sente male in classe, la corsa in ospedale. “È tumore”. E Giulia muore a 14 anni

Giulia Cadonà non c’è più. Aveva 14 anni. A ucciderla il cancro che l’ha portata via a chi l’amava in modo atroce. Giulia Cadonà era solare e piena di gioia di vivere. Non ha avuto tempo neppure di salutare mamma Silvia, al papà Roberto e il fratello Matteo che non hanno avuto neppure il tempo di rendersi conto della tragedia che si stava consumando. Il cancro aveva aggredito Giulia Cadonà in modo subdolo e bastardo. Silenzioso e vigliacco, mai la ragazza aveva mostrato un segno di sofferenza, un problema di salute. La scorsa settimana, pochi giorni dopo il rientro dalla gita in Sardegna, un malore in classe.

Un capogiro, scrive Annalisa Fregonese sul Messaggero.it, che può capitare a ragazze adolescenti. Un malessere diventato, di minuto in minuto, sempre più intenso. Poi la corsa in ospedale, il sospetto di un’emorragia cerebrale. E al Ca’ Foncello di Treviso il verdetto maledetto: cancro. Si tenta l’impossibile per Giulia, per strapparla alle grinfie del mostro. Ma nulla, la situazione è disperata.

Giulia Cadonà non si riprende più, la giovanissima studentessa si trasforma in angelo. Annichiliti gli opitergini quando la notizia si diffonde. La famiglia Cadonà risiede al quartiere Brandolini ed è conosciuta in città: il papà Roberto è titolare di un’azienda di mobili di design, la mamma Silva Dal Corso, architetto, è docente a La Cruna, la scuola steineriana di San Vendemiano.

La stessa Giulia studiava alla scuola Steiner Waldorf, quella di Treviso. Dopo aver frequentato la primaria all’Istituto Brandolini Rota, si era iscritta alla Steiner dove frequentava l’ottava classe che corrisponde alla terza media. «Una ragazzina brillante, solare – la ricorda chi la conosceva -. Un bel carattere, amica di tutti». Alle scuole Steiner di Treviso e San Vendemiano il dolore è palpabile. È faticoso accettare che una giovanissima allieva che fino ad una settimana fa era là, impegnata nel suo percorso di studio e di vita, adesso non c’è più. «Giulia aveva giocato nelle nostre giovanili – ricorda Giorgio Longo, presidente di Npo Nuova Pallavolo Oderzo -. Una ragazzina dolcissima, ben integrata fra le compagne di gioco. Intelligente, sempre corretta. Le giocatrici, gli allenatori, noi dirigenti, siamo tutti molto, molto tristi. Ci stringiamo con affetto ai genitori, al fratello, a tutti i familiari. Saremo presenti al suo funerale con una rappresentanza di Npo». Oggi, alle 19, in Duomo verrà recitato il rosario. Il funerale domani, alle 15, sempre in Duomo, giungendo dalla Casa funeraria Frè di Gorgo al Monticano. È lì che si potrà salutare Giulia mercoledì e giovedì. Serbando nel cuore il suo sorriso, i suoi occhi luminosi, due splendide stelle che ora illuminano il cielo.

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