Un clamoroso errore che si è rivelato fatale. Ora la famiglia della donna chiede un maxi risarcimento

Non avrebbe potuto mangiare nulla di solido a causa di una malattia, come era scritto nero su bianco sulla sua cartella clinica ma, per una distrazione al momento del pranzo, in ospedale le hanno servito anche un pezzo di formaggio che la donna ha ingerito e che però per lei si è rivelato fatale. Per questo ora i familiari della paziente hanno deciso di trascinare in tribunale la clinica dove l’anziana era ricoverata ed è morta chiedendo un maxi risarcimento da ben 640mila euro. Come ricostruire il Resto del Carlino, tutto era iniziato con una caduta in casa della signora riminese di 88 anni e il relativo ricovero in una struttura sanitaria privata di Cesena per una operazione all’anca. Dopo l’intervento la signora era stata ricoverata nel reparto di lungo degenza per la riabilitazione e si era ripresa bene tanto che ormai era tornata ad essere autosufficiente e sarebbe tornata presto casa.

Pochi giorni prima della previste dimissioni, però, si è consumato il dramma. La donna aveva l’indicazione di assumere solo cibi liquidi e frullati a causa di un patologia che l’aveva colpita ma a pranzo le è stato servito un pezzetto di parmigiano. L’anziana, credendo ci fosse il via libera del medico, lo ha ingerito finendo però per rimanere soffocata. Inutili per lei i successivi interventi dei sanitari per salvarla.  Una tragedia che figli e nipoti però non accettano e dopo i risultati dell’autopsia, che hanno confermato il boccone come causa del decesso, hanno deciso di agire per vie legali contro la clinica ritenendo vi sia stata un’omissione di controllo e anche una mancanza di assistenza.

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