Intrappolata tra i binari, muore a 35 anni. Chiusa la metro

Choc a Roma, una donna di 35 anni è morta dopo essere rimasta incastrata tra la banchina e le rotaie della fermata della metro A Lepanto, finendo sotto al convoglio in direzione Anagnina. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto insieme ai poliziotti del commissariato Prati, che sono impegnati nelle indagini. Secondo quanto scrive Repubblica, la donna, di colore, era rimasta per ore sotto il convoglio. È stata estratta viva ma è morta intorno alle 11.15.

La polizia sta ascoltando alcuni testimoni, che hanno parlato di un urlo dopo il quale la fermata è stata immediatamente evacuata. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un incidente o di un suicidio e per accertare la dinamica sono state acquisite le telecamere di videosorveglianza all’interno della stazione. Molti conoscenti della vittima sono affollati alla fermata ed alcuni sono scesi alla fermata della metro accompagnati dalle forze dell’ordine. Dalle scale invece è salito un uomo con la divisa dell’Atac visibilmente in stato di shock.

La circolazione è interrotta tra San Giovanni e Battistini, e attiva con rallentamenti tra San Giovanni e Anagnina. Sono stati attivati i bus sostitutivi. Non è la prima volta che si verifica una sciagura del genere. Poco più di un anno fa, nel mese di marzo, un uomo si era tolto la vita. Un convoglio che viaggiava da Rebibbia in direzione Laurentina stava per entrare alla fermata della metro. Era quasi a metà della banchina. È stato a quel punto che l’uomo si è gettato.

Secondo il racconto fornito dal macchinista, non sarebbe stato spinto da nessuno. Una volta caduto sui binari si è tolto la giacca, ha guardato il treno che si avvicinava a lui con le braccia sollevate e le mani aperte, come se dovesse parare un rigore. Impossibile per il macchinista evitare l’impatto. Il corpo dell’uomo era rimasto incastrato tra il secondo e il terzo vagone.In Italia 4000 suicidi l’anno, la metà evitabili. E come se ogni dodici mesi un piccolo paese svanisse nel nulla: in Italia ogni anno 4000 persone decidono di togliersi la vita ma la metà poteva essere aiutata a cambiare idea. Una tragedia evitabile informando l’opinione pubblica, aiutando familiari e amici a riconoscere i segnali di allarme, sfatando i falsi miti e affidandosi a persone competenti.

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