La ragazza aveva semplicemente risposto a un annuncio di lavoro, poi l’assurdo dramma. Prima è stata sequestrata, poi ecco cosa l’hanno costretta a fare, orribile

Sembravano due fidanzati che avevano bisogno dei documenti per sposarsi, in realtà si conoscevano soltanto da pochi giorni. E lei, in quegli uffici, non ci era andata di sua volontà: era in ostaggio, sequestrata due settimane da tre aguzzini che volevano obbligarla a contrarre un matrimonio fittizio con uno di loro. Ma la donna è riuscita a chiedere aiuto e a far bloccare l’uomo che di lì a poco sarebbe diventato suo marito. Con le indagini, le forze dell’ordine sono arrivate anche agli altri due: devono rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione e furto in concorso col finto marito, accusato anche di violenza privata. Le storia comincia agli inizi di aprile, quando D. T., cittadina romena, risponde ad un annuncio di lavoro su Facebook pubblicato da Angelica Cobzaru, 33 anni, sua connazionale. Concordano un appuntamento e la donna va all’aeroporto di Fiumicino, dove ad attenderla c’è anche Mohammad Azeem, pakistano di 33 anni. I due, dopo una notte trascorsa in un hotel di Roma, la sequestrano. La portano in un’abitazione di Mondragone, in provincia di Caserta, dove risiedono entrambi, e la tengono segregata. Per tornare libera, le dicono, avrebbe dovuto sposarsi. Un matrimonio fittizio con un loro amico, Kashif Hanif, 29 enne cittadino pakistano senza fissa dimora nato in Italia.

La donna viene tenuta in ostaggio per 15 giorni, fino a quando arriva il giorno in cui la accompagnano all’Ambasciata per chiedere i documenti necessari per quel matrimonio. È il 22 aprile. La riportano a Roma, con lei entra Hanif. Ma una volta dentro, la vittima chiede aiuto al personale dell’ambasciata e racconta tutto. Il 29enne viene bloccato subito e poco dopo arriva la polizia: per l’uomo scatta il fermo di polizia giudiziaria con le accuse di sequestro di persona a scopo di estorsione, furto, violenza privata e altri reati; il fermo viene convalidato e l’uomo finisce in carcere, su disposizione del gip del Tribunale di Roma che emette la misura cautelare. Intanto, le indagini sono già partite e mirano a  risalire a quelle altre due persone che l’avevano adescata con la scusa dell’offerta di lavoro. Vengono identificati Angelica Cobzaru e Mohammad Azeem, vengono denunciati.

Il procedimento viene trasmesso per competenza a Napoli e arriva sulla scrivania del magistrato Lalia Morra della Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone ulteriori accertamenti sui tre indagati e sul materiale sequestrato incaricando la Digos della Questura di Caserta e i poliziotti del commissariato di Castel Volturno. Il cerchio si chiude con l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i tre, per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e furto, eseguita oggi, 31 maggio, dalla Polizia di Stato di Caserta.

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