“Mi sentivo vomitare”: il racconto del partner mentre faceva l’amore. Maledetto divano!

IL DIVANO MALEDETTO. Sarà stato il primo anno di liceo, e avevo cominciato a uscire con una ragazza che era in classe con me. Ci frequentavamo da un po’ e come tutti fanno a un certo punto decidemmo di fare sesso—a mio discapito posso solo dire che era la prima volta per entrambi, eravamo nel salotto di casa dei genitori di lei e io avevo imparato giusto la settimana prima a indossare i preservativi quando, dopo diversi tentativi, la tecnica corretta mi era apparsa in sogno.

Già tutto questo è abbastanza imbarazzante, ma penso sia uno stadio per cui (con o senza sogni rivelatori) siamo passati tutti. Fatto sta che quel pomeriggio facemmo un po’ di prove generali di dentro e fuori, e io passai le due settimane successive a mandarle bigliettini in cui le proponevo nuovi incontri con tanto di conclusione dell’atto.

Qualche tempo dopo, senza che l’avessimo fatto una seconda volta, lei mi lasciò dicendo di non sentirsela ancora. Dieci anni più tardi (nel frattempo non ci eravamo più sentiti, perché lei aveva cambiato scuola e Facebook non esisteva ancora) ci siamo ritrovati nella stessa compagnia, ma a me pareva che ci fosse sempre un po’ di imbarazzo tra di noi.

Finché, una sera, le ho chiesto se le avevo fatto qualcosa nel periodo in cui eravamo stati insieme, qualcosa di così grave che le impedisse di essere a suo agio con me dopo così tanti anni. Scherzando le ho anche detto che avevo smesso di mandare bigliettini alle ragazze, chiedendole scusa per la mia ansia da sesso.

Lei, me lo ricordo ancora, ha sgranato gli occhi e mi ha detto con un po’ di perifrasi che quella volta che avevamo fatto sesso non lo avevamo fatto veramente, cioè—senza perifrasi—io mi ero fatto il divano e lei aveva fatto finta di niente per non farmi sentire una merda.

Lei era rimasta tutti quegli anni nel dubbio che io lo sapessi ma non avessi il coraggio di scusarmi o non lo sapessi. Io, invece, non ne avevo la minima idea. Dinamica: lei era sdraiata sul divano, io sopra di lei, e tentando di introdurmi mi ero infilato in quel pertugio naturale che separa ogni culo dal suo divano. Per un po’, dopo quella confessione, sono arrivato a dubitare della mia stessa esistenza.—Emanuele, 31 anni

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