Bimba disabile di 4 anni maltrattata, il padre alla moglie: “La picchio sotto le coperte in ospedale”

“Hai avvertito i parenti che è morta?”. “Sì, lo sanno tutti che la bimba si è ammalata ed è morta. Ormai è finita”. La principale preoccupazione dei genitori di Giulia (nome di fantasia, ndr), la bambina picchiata e maltrattata per mesi a Milano, era che i parenti non sapessero che l’avevano abbandonata e che erano scappati per evitare l’arresto. È l’ultimo tassello di una vicenda che ha turbato gli stessi investigatori della polizia locale che venerdì scorso hanno catturato i due 29enni egiziani mentre tentavano di raggiungere l’aeroporto di Malpensa. Avevano sei biglietti di sola andata per l’Egitto, per loro e per gli altri quattro figli, ai quali hanno riservato un trattamento decisamente meno duro di quello subito dalla bambina di 3 anni e mezzo affetta da una disabilità cognitiva.

Come depistare la polizia

Sapevano che la polizia era sulle loro tracce, per questo hanno organizzato la fuga con attenzione, a partire dalla decisione di affidare a un amico le loro nove valigie. L’uomo era stato incaricato di portarle in furgone all’aeroporto, che loro avrebbero invece raggiunto con uno degli autobus che partono dalla stazione Centrale. Abitavano in zona San Siro, per arrivare in stazione hanno scelto un bus della linea 90, speravano di non destare sospetti negli investigatori perché sprovvisti dei bagagli. E invece li hanno bloccati poco dopo la partenza da piazza Duca d’Aosta. Le intercettazioni hanno rivelato che poche ore prima avevano tentato di rapire la piccola, tenuta in osservazione all’ospedale Fatebenefratelli dal 15 maggio, giorno in cui era stata accompagnata dal padre per una visita al braccio che a suo dire si era provocata cadendo accidentalmente dal divano.
Dal momento i cui i medici hanno scoperto che le lesioni che aveva non erano compatibili con quella versione e hanno avvertito l’Unità tutela donne e minori della polizia locale, la bambina è sempre stata al sicuro.

“Tranquilla, la picchio sotto le coperte”

Solo una volta il padre ha provato a raggiungerla e in una telefonata i genitori commentano con rammarico l’insuccesso dell’operazione. La moglie gli suggerisce: “Stai attento, non pizzicarla per il momento”. E lui: “Non preoccuparti, la pizzico sotto e la picchio sotto (la coperta, ndr)”. A quel punto la compagna replica: “Dobbiamo essere d’accordo e dire le stesse cose, cioè che non l’abbiamo picchiata”. È in questo momento che chiede all’uomo se sarà in grado di portar via Giulia, ricevendo una risposta che spegne ogni entusiasmo: “Non si può portare via la bimba. Hanno cambiato il suo posto. È con una guardia, è impossibile portarla via. Dobbiamo stare molto attenti perché ci vedono. Ora dobbiamo partire”.

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