Scopre dalle chat della moglie che il figlio non è suo e lo uccide. “Ero frustrato”

Quando la compagna gli ha rivelato di non sapere chi fosse il padre del bambino, Paul Rich, 53enne inglese, ha perso la testa. L’uomo era in preda alla disperazione e alla rabbia e si è accanito contro la povera creatura, 3 mesi. Ha cominciato a scuotere il piccolo lasciandolo poi cadere con violenza dentro a una cesta di vimini nella casa in cui viveva con la madre del bimbo a Swindon, in Gran Bretagna.

Patrick, questo il nome del neonato, è deceduto pochi giorni dopo in ospedale per una serie di traumi al cervello riportati a seguito della reazione del 53enne e che si sono rivelati fatali. La scoperta di non essere il papà del bimbo su una chat. Paul Rich ha letto una serie di messaggi che la compagna aveva scambiato con un uomo in cui lei faceva riferimento all’altro uomo come al padre del bambino ed entrambi parlavano del “loro bambino”. 

Per Paul quei messaggi sono stati come una coltellata alle spalle. Ha anche provato a chiedere spiegazioni alla compagna, ma lei gli ha risposto semplicemente che non aveva idea di chi fosse il padre del piccolo. Le ha chiesto se fosse davvero lui il genitore biologico del bimbo ma lei avrebbe risposto con un “Forse, non lo so”. A quel punto, il 53enn sarebbe andato fuori di testa uccidendo il piccolo Patrick.

È successo il 25 marzo 2017. Paul era rimasto a casa per accudire Patrick. Attorno alle 3 del mattino, però, ha chiamato il numero d’emergenza spiegando che gli occhi del bambino erano “semi-aperti” e sembrava “floscio”. “Venite, ho preso dal lettino mio figlio, ma mi sembra strano. Si è afflosciato e ha gli occhi semichiusi”, ha detto. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma è morto 5 giorni dopo tra le braccia della mamma, dopo la decisione di staccarlo dalle macchine che lo tenevano in vita. Inizialmente il 53enne ha detto che il bimbo gli era scivolato dalle mani, finendo all’interno di un cesto dei panni. Nel corso del processo, però, si è dichiarato colpevole ammettendo di aver avuto una sorta di attacco d’ira contro il bambino, che non smetteva di piangere. Poi la confessione: “Ero frustrato”. Le ferite riportate da Patrick non erano compatibili solo con una caduta: presentava una forte compressione alle costole, tremori e un grave impatto alla testa quando è arrivato in ospedale. Ora l’uomo è in attesa di sapere per quanto tempo dovrà restare chiuso in carcere.

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