OMICIDIO VANNINI, un regista starebbe girando un film sulla morte di Marco all’insaputa dei genitori La loro reazione non si è fatta attendere, esplode la rabbia

I genitori di Marco Vannini, Marina e Valerio, hanno dichiarato di non aver nulla a che vedere con il film che il regista Claudio Di Napoli sta realizzando su Marco Vannini. Marina Conte e Valerio Vannini hanno detto di aver visionato i servizi che hanno annunciato la prossima uscita di una pellicola sul figlio e di riservarsi di intraprendere azioni legali se mai dovesse vedere la luce. “Nel corso del servizio (o spot pubblicitario) viene annunciata l’uscita “in estate” di un film dal titolo “Perché mi hai lasciato morire” che sarebbe stato girato “su Marco Vannini” dal “regista di Ostia Claudio Di Napoli”. Quest’ultimo, intervistato, conferma la circostanza e, tra varie banalità, afferma che è in procinto di rivelare la verità “vera”, annunciando “retroscene un po’ particolari”. Diffidiamo la diffusione di questo o simili filmati, stante il nostro fermo diniego a siffatto utilizzo dell’immagine di nostro figlio e, in genere, della tragica vicenda”.

Marco Vannini, il film del regista Claudio Di Napoli girato all’insaputa dei genitori

Il link dell’intervista fatta da Canale Dieci a Claudio Di Napoli al momento risulta introvabile, segno evidente che l’articolo è stato messo offline. Il regista di Ostia per ora non ha ancora risposto ai genitori di Marco Vannini, ma sulla sua pagina sono ben visibili gli annunci per la ricerca di attori e comparse per un prossimo progetto di cui non ha ancora diffuso il nome. In uno di questi post, però, c’è una frase abbastanza inequivocabile: “Cerveteri – Ladispoli sola andata”. “Circa due mesi fa avevamo avuto notizia che il Sig. Di Napoli stava girando un film sull’argomento e che stava chiedendo denaro a vari commercianti della zona. Lo abbiamo contattato ed il Sig. Di Napoli ha dichiarato che si stava occupando di cronaca e che era alla ricerca di “sponsor”. Vogliamo, per l’ennesima volta, precisare che non abbiamo mai chiesto denaro né autorizzato nessuno a farlo: se qualcuno, per un motivo o l’altro chiedesse denaro con riferimento alla tragica vicenda di nostro figlio, lo farebbe a nostra insaputa e contro le nostre intenzioni, avendo sempre manifestato la nostra contrarietà a siffatte deprecabili iniziative.

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