Non c’è modo migliore di guardare la Formula 1 se non dalla cima di un grattacielo

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In Avenue Princess Grace al numero 7 c’è un nutrito gruppo di persone rivolte verso due ragazzetti gracili in tenuta sportiva. Il livello di glamour del pubblico è elevatissimo: c’è Miss Francia in carica, bellezza peraltro non trascurabile, e poi un mucchio di bellimbusti elegantoni e donne in magnifiche tenute da sera, su tutte svetta la nostra Veronica Angeloni, pallavolista ex gieffina ora influencer dalle indubbie qualità di leadership morale. Siamo alla concessionaria McLaren – in quale altro posto al mondo se non a Monaco ci può essere una concessionaria McLaren con tangibili possibilità di clienti reali – e i due graciletti sono i piloti dello storico team di Formula 1: Lando Norris e Carlos Sainz jr, figlio dell’ex mito dei rally Carlos Sainz (sì, stesso nome) che il giorno dopo, al Gran Premio vero e proprio, regalerà un inatteso sesto posto alla scuderia di Woking. Il team degli influencer di GLO, oltre all’Angeloni, schiera Desiree Popper, Roberta Pitrone, Anna Safroncik e gli Actual. Norris e Sainz rispondono alle domande, poi mettono in moto una McLaren da strada, si fanno fotografare con chiunque glielo chieda prima di andarsene via a bordo di scooter con i colori del team. L’audience invece rimarrà, in una gragnuola di Pouilly Fumé, champagnini e canapé dalle mille fogge e colori, e rimarrà per un’ora abbondante.

Come detto, era sabato sera, nel pomeriggio si era assistito alle prove ufficiali del GP dall’appartamento McLaren situato al quattordicesimo piano di un palazzo anni 60 a piombo sulla curva di Sainte Devote, che poi è la prima curva a gomito dopo il rettilineo dei box, quella, tanto per capirci, dove di solito avvengono i pasticci più clamorosi: lunghi, fuoripista, tamponamenti eccetera (il sabato mattina, nelle prove non ufficiali, Sebastian Vettel andrà a sbattere contro le barriere proprio qui). Dal loft McLaren – all’ingresso svettano i caschi originali dei due più grandi piloti che il team britannico abbia mai avuto – Ayrton Senna da Silva e Alain Prost – la porzione di pista di cui si può godere è eccellente: come detto rettilineo dei box, Sainte Devote, la salita di Beau Rivage e poi l’uscita dal tunnel verso la curva del tabaccaio fino alle piscine quasi in fondo alla Rascasse. Praticamente mezzo circuito: non c’è posto migliore in tutta Monaco.

E non c’è posto migliore anche per il consueto trattamento a base di champagne e stuzzichini su base rotatoria continuativa che i padroni di casa riservano agli ospiti. Dalle terrazze sul circuito il team GLO italiano incrocia quello francese, che è in posizione leggermente migliore, con Miss Francia in estasi assoluta a tirare su il ritmo fiacco dei fumatori di device d’Oltralpe. Anche nelle feste sugli yacht a cui ci si ritrova quasi per caso, ognuno preso com’è dal considerare questa parentesi glamorous come la cosa più normale della vita, tutti a fare gli habitué ma poi ti togli le scarpe e ti ritrovi in fantasmini e lì vabbé si capisce che non sei proprio a casa, ma l’importante è accettare tutto con la dovuta naturalezza e, se possibile, con una spolverata di eleganza.

La domenica arriva, griglia di partenza e prima curva, passano tutti indenni e “che rabbia manco un incidente, vabbé”, poi il dominio Mercedes e i pasticci Ferrari con il monegasco Leclerc pasticcione in capo, e il miracolo di Carlos Sainz che con una condotta di gara perfetta, un mix tra aggressività e solidità, si piazza in ottima posizione finale. Tutta la terrazza esulta, altro giro di Fumé, qualche migliaio di Instagram stories al minuto, baci e abbracci e arrivederci al prossimo Gran Premio di Monaco, e alla prossima Miss Francia.



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