Legato a un albero e pestato a sangue. “Punito per falso profilo Instagram”

Un profilo Instagram falso, che veniva usato per prendere un giro un giovane che poi si è vendicato insieme ai fratelli contro quello che credevano fosse il gestore di quell’account, malgrado la vittima ripetesse di non sapere nulla di quella storia. Ci sarebbe questo dietro il violento pestaggio ai danni di un ragazzo di Casapesenna, in provincia di Caserta, sequestrato e pestato a sangue da tre coetanei. La vittima, finita in ospedale per le conseguenze dell’aggressione, sarà dimessa nelle prossime ore; non è grave, i medici hanno stilato una prognosi di 20 giorni. I presunti responsabili sono stati identificati e denunciati in stato di libertà.

La ricostruzione è stata effettuata dai carabinieri della stazione di San Cipriano sulla base del racconto della vittima, che dopo il ricovero in ospedale ha denunciato alle forze dell’ordine. Ha spiegato di essere stato accusato di avere creato un profilo falso su Instagram che era stato usato per denigrare un altro ragazzo suo conoscente. Era partita la rappresaglia, lo avrebbero attirato in una trappola con la scusa di prendere un caffè. Lo avrebbero costretto a salire su un’automobile e lo avrebbero portato in aperta campagna, dove lo avrebbero legato ad un albero, quasi strozzato con una corda, picchiato e minacciato con una pistola. Lui avrebbe perso i sensi e lo avrebbero creduto morto; mentre rinveniva, avrebbe sentito i tre che dicevano che avrebbero buttato il cadavere nei Regi Lagni. Poi lo hanno abbandonato in una strada di Villa Literno. Prima di andarsene, i tre gli avrebbero preso il telefono cellulare e le chiavi dell’automobile e lo avrebbero minacciarlo di legarlo a una vettura e trascinarlo lungo le strade del paese se si fosse rivolto alle forze dell’ordine. Il giovane, medicato all’ospedale di Aversa, ha riportato ecchimosi in diverse parti del corpo ma le sue condizioni non sono gravi.

La vittima ha indicato i responsabili: E. C., 34 anni, G. C., 29 anni C. C., 33 anni, quest’ultimo sarebbe quello preso in giro sui social. I tre sono stati rintracciati dai carabinieri e denunciati a piede libero per sequestro di persona e aggressione; non hanno fornito una loro versione, ma hanno negato di essere coinvolti nell’aggressione.

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