“Bruciati vivi per vendetta”. Carbonizzati in auto: Maria e Domenico uccisi per gelosia

I corpi carbonizzati trovati nell’auto di Torvaianica il 14 giugno, in provincia di Roma, appartengono a Maria Corazza e Domenico Raco. I carabinieri indagano sulla loro morte e il marito della donna, 46enne di Pomezia, è stato interrogato. Dietro a queste morti, potrebbe esserci un omicidio dettato dalla gelosia, secondo gli investigatori. Il ritrovamento dei due cadaveri è avvenuto la mattina di venerdì in via San Pancrazio, quando alcuni residenti hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco per un’auto in fiamme.

Un giallo per gli inquirenti, che cercano di determinare se si sia trattato di un suicidio-omicidio, oppure di un duplice omicidio. I corpi, completamente carbonizzati del trentanovenne Domenico Raco e della quarantaseienne Maria Corazza giacevano rannicchiati e posti uno dietro l’altro sui sedili della Ford Fiesta intestata alla madre della donna. Il macabro ritrovamento, è avvenuto in una zona di campagna molto isolata dove ci sono alcune ville protette da un alto muro di cinta. Intorno alle 8 di questa mattina gli abitanti dopo aver sentito un’ esplosione hanno chiamato i vigili del fuoco.

Lei 48enne, residente a Pomezia, impiegata nelle pulizie in un deposito dell’Eni, nella non lontana frazione di Santa Palomba, lui elettricista di origini calabresi ma residente da anni a Torvaianica. Amici di famiglia da anni, dei due nessuno tra parenti e conoscenti ha avuto più notizie dalle 8.30 di venerdì mattina. La donna era uscita di casa con il compagno e la figlia per accompagnare quest’ultima a sostenere gli esami di terza media. L’uomo si è collegato sulla chat del gruppo comune di amici, di cui fanno parte anche le sorelle della Corazza, alle 8.28 per poi scomparire nel nulla.

Da quel momento in poi l’uomo dice di recarsi a lavorare, mentre lei , invece, imbocca la strada sterrata dove ad attenderla c’era già Domenico Raco, considerato un amico di famiglia. Forse i due avevano una relazione clandestina, che era stata scoperta dal convivente che accecato dalla gelosia li ha uccisi. Gli inquirenti della Procura di Velletri hanno sottolineato che la pista del suicidio-omicidio non è stata ancora definitivamente esclusa, ma le indagini sembrano orientarsi verso un movente passionale. I magistrati hanno disposto l’autopsia sui due corpi per determinare le cause del decesso.

 

Chi li conosce, Maria e Maurizio, parla di una coppia che, pur non sposandosi, sta insieme da oltre vent’anni. Una figlia adolescente e «gli screzi che possono esserci racconta la sorella di lei legati al quotidiano, al pagamento delle bollette, alla spesa da fare» anche se alcuni condomini del palazzo in cui la coppia abita, raccontano di non vedere Maurizio da diverso tempo come se vivesse altrove. Ieri pomeriggio, uno dei colleghi del compagno di Maria è stato sentito a lungo dagli inquirenti. Secondo i carabinieri è lui che rappresenterebbe l’alibi di Maurizio visto che era con lui nelle prime ore della mattinata di ieri.

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