Cane Immortale: La Streisand ha fatto “rifare” in laboratorio la sua cagnolina Samantha, mancata nel 2017

Barbra Streisand ha fatto clonare il suo cane. La prima uscita pubblica delle due cucciole nate da clonazione è in uno scatto a dir poco inconsueto postato su Instagram dalla star il 7 giugno. Un ritratto in cui Miss Scarlett e Miss Violet – questi i loro nomi – fanno capolino da una lapide, mentre guardano la loro illustre padrona con occhietti vivaci. La foto è accompagnata dalla frase “Le gemelle Scarlet e Violet onorano la loro mamma, in compagnia della cuginetta Fanny”.

I due cloni sono nati da poche cellule prelevate dalla bocca e dallo stomaco di Samantha, il quattrozampe di razza Coton de Tuléar che la cantante- attrice amava come un figlio. Il confronto con le foto postate dalla Streisand non lascia spazio ad ambiguità: le cagnoline sono identiche alla progenitrice, anche se, ha assicurato l’artista, «hanno due personalità molto diverse». Dato il candore del pelo, le due cucciole appaiono simili a batuffoli di cotone, come suggerisce il nome della razza, selezionata in Madagascar e ancora poco conosciuta in Italia. Nel 2003, Streisand aveva scelto questa tipologia di “pocket dog” per il carattere affettuoso e vivace.

E nel maggio del 2017, dopo la morte dell’adorata Samantha, aveva dichiarato al Times: «Ero così devastata al pensiero di dover perdere la mia cagnolina, dopo 14 anni insieme, che ho voluto trovare il modo per tenerla con me. È stato più facile lasciarla andare al suo destino sapendo che parte di lei avrebbe potuto vivere ancora». Un capriccio non proprio alla portata di tutti, dato che negli Stati Uniti – dove la clonazione degli animali domestici è legale – rendere “immortale” il proprio cane può costare fino a centomila dollari. Il Dna delle cellule di “Sammy” – prelevate dal veterinario poche ore prima del decesso e fatte crescere in laboratorio – è stato impiantato in un ovulo, poi inserito nell’utero di una mamma surrogata, per portare avanti la gravidanza. Dei quattro cuccioli nati in vitro uno è mancato subito e un altro è stato regalato a un’amica dalla proprietaria, che ne ha voluti tenere soltanto due.

La clonazione di Samantha ha suscitato sgomento, non solo per lo spaventoso dispendio di denaro ma anche per ragioni etiche, tanto che il disappunto delle associazioni animaliste non si è fatto attendere. Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) ha definito “folle” la scelta della cantante, esprimendo la sua contrarietà all’accaduto con queste parole affidate a Facebook: “Comprendiamo il dolore di Barbra Streisand e siamo dispiaciuti, ma lei amava Samantha poiché era Samantha. Ogni animale è unico e la sua personalità non può essere replicata in laboratorio. La clonazione è uno show degli orrori e dovrebbe essere bloccata immediatamente”. Nonostante ciò, la riproduzione in vitro degli animali da compagnia si sta diffondendo. A far da apripista su questo fronte, nel 2005, è stata la Corea del Sud, dove il primo cane replicato in laboratorio fu Snuppy, un maschio di levriero afgano nato nei laboratori di Sooam Biotech Research Foundation. Un istituto che fino ad oggi avrebbe clonato oltre seicento animali, molti dei quali destinati proprio agli Stati Uniti.

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