Circo tedesco Roncalli usa animali in 3D, grande vittoria di civiltà

Niente paura! Se l’elefante sembra catapultarsi fuori dalla pista, pronto a piombarvi addosso con una capriola, concedetevi il piacere del brivido senza esitazioni o sensi di colpa. Nonostante la resa estremamente realistica, si tratta di un ologramma, cioè di una rappresentazione tridimensionale proiettata nell’arena. La buona notizia arriva dall’ultimo spettacolo del circo tedesco Roncalli, che ha bandito i numeri con gli animali veri, sostituendoli con un’idea molto originale. Per la prima volta al mondo, infatti, una compagnia circense intrattiene il pubblico con un’esperienza multimediale che porta sul palcoscenico creature virtuali, evitando così lo sfruttamento di leoni, tigri e altri esseri viventi.

Un tema scottante, quello dello sfruttamento, da tempo dibattuto. Lo show, intitolato Storyteller, va in scena fino al 7 luglio ad Amburgo per poi proseguire la tournée fino a metà dicembre nelle principali città tedesche. Le due ore e mezza di rappresentazione alternano le animazioni 3D con l’esibizione di clown, acrobati, giocolieri e artisti. Infatti undici proiettori laser appesi al tendone generano immagini giganti che fluttuano nell’aria, muovendosi intorno all’arena. Da queste tracce di luce rivolte verso lo spazio centrale prendono forma cavalli in corsa a ritmo di musica, pesci rossi giganti, pachidermi fluorescenti. L’idea di questa esperienza innovativa è di Bernhard Paul, direttore del Circus- Theater Roncalli, da lui stesso fondato nel 1976. «L’anno scorso, durante il party del Super Bowl a Minneapolis – la finale del campionato di football americano – sono rimasto colpito dal duetto di Justin Timberlake con Prince: la rockstar scomparsa, infatti, era stata riportata sul palco grazie all’espediente dell’ologramma. In quel momento ho deciso di fare un salto di qualità e puntare anch’io sulle nuove tecnologie», racconta Paul, che ha trasformato il sogno in realtà con un investimento di 500 mila euro, affidando il progetto al digital manager Markus Strobl e a un team di quindici ingegneri e designer. Ma questo non è certo l’unico ambito in cui l’imprenditore si è rivelato un pioniere.

La compagnia, che preferisce i trasporti su rotaie alla gomma, è anche la numero uno al mondo a utilizzare un robot per fare da spalla agli artisti (da quest’anno) e ora punta a diventare il primo circo plastic free (sostituirà la plastica usa e getta del ristorante con la carta e proporrà bibite in bottiglia di vetro e cibi vegetariani). Sul fronte dei diritti animali, il  circo Roncalli aveva già rinunciato alle belve feroci negli Anni 90, continuando a impiegare solo due cavalli fino all’anno scorso. «Dopo l’annuncio di non utilizzare più alcun animale abbiamo ricevuto oltre 20 mila email di apprezzamento. La sensibilità sul tema è cambiata molto e bisogna tenerne conto», conferma il direttore. La detenzione in gabbie itineranti e i lunghi trasporti, infatti, non soddisfano le esigenze biologiche e comportamentali degli animali. Inoltre, cresce sempre di più la consapevolezza che orsi in bicicletta, leoni che saltano nel cerchio ed elefanti che fanno l’inchino (costretti con metodi coercitivi a eseguire esercizi innaturali) sono diseducativi agli occhi dei bambini, perché ridicolizzano l’animale, offendendone la dignità. Cinquantuno Paesi al mondo hanno già introdotto norme per circhi senza specie selvatiche.

Da noi, soltanto alcune municipalità virtuose, come Lucca e Alghero, hanno vietato i circhi con animali in città (con una delibera del comune e con un’ordinanza del sindaco). Tuttavia, il disegno di legge delega per il riordino della materia dello spettacolo, arrivato in Senato il primo giugno, promette di affrontare la questione. «Gli animali vanno tolti dai circhi perché non hanno niente a che vedere con la cultura e lo spettacolo. È una battaglia di civiltà», ha ribadito più volte il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli, cofirmatario del progetto. Secondo stime della Lav (Lega italiana antivisisezione), sono circa duemila gli esemplari nelle compagnie italiane. In attesa di notizie positive sul loro futuro, la città più vicina dove ammirare gli animali fantasy di Storyteller è Monaco di Baviera, dove lo spettacolo è in programma dal 17 ottobre al 17 novembre. «Scegliamo i capoluoghi più belli», dice Markus Strobl. Difatti, come rivela in anteprima, «siamo stati invitati a Milano, Ravenna e Roma e ci stiamo accordando per il 2020».

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