La regina Elisabetta II, 93 anni (al centro), osserva le evoluzioni nei cieli della Royal Air Force in occasione del Trooping the Colour, la parata con la quale dal 1748 si festeggia il compleanno del sovrano inglese.

E’ stato il primo insegnamento che ha ricevuto da regina, nel 1952. «La corona ha sempre la precedenza», ripeteva ossessivamente Mary di Teck alla ventiseienne nipote Elisabetta II. E significa, in soldoni: pene personali, dissidi di coppia, dissapori familiari passano in secondo piano quando si fa parte della macchina monarchica. Da allora la storia di casa Windsor ha più volte smentito questa massima. Margaret, poi Diana e Fergie: le donne della famiglia reale hanno spesso anteposto emozioni a responsabilità. Oggi il vento è cambiato. Ne abbiamo avuto una dimostrazione, dal forte valore simbolico, in occasione del Trooping the Colour, la parata che ogni secondo sabato di giugno, dal 1748, celebra il compleanno del sovrano d’Inghilterra.

Ebbene questo evento, al quale hanno partecipato i membri più stretti del parentado reale, ha visto siglare due accordi di pace dinastica fortemente voluti da Elisabetta che rendono finalmente omaggio al precetto della matriarca Mary. In primis, è stato definitivamente superato un pericoloso incipit di crisi coniugale tra William e Kate. I duchi di Cambridge hanno costruito un rapporto marmoreo sin dai tempi delle scuole superiori, che però recentemente ha avuto qualche momento di sbandamento a causa della marchesa di Cholmondeley, Rose Hanbury. Non è dato sapere se la nobildonna, ex modella, e il futuro erede al trono d’Inghilterra abbiano ceduto alla passione, ma hanno insistentemente civettato, suscitando le ire di Kate. La questione è deflagrata a marzo, valicando la cancellata che segna i confini di Kensington Palace.

Ora la serenità è tornata a far capolino nella coppia, come queste fotografie dimostrano, si dice anche per una strigliata inferta al nipote da sua maestà. A cementare la pace ritrovata ci ha pensato il piccolo Louis, ultimo arrivato in casa Cambridge – è nato un anno fa – che ha fatto il suo stralunato debutto sulla balconata di Buckhingham Palace dalla quale la famiglia reale assiste, durante la festa della regina, alle evoluzioni dei piloti della Raf. Prima tra le braccia di Kate, in abito giallo pallido di Alexander McQueen, poi tra quelle di William, che indossava la divisa di colonnello di reggimento delle Guardie Irlandesi, il piccolo ha letterlamente monopolizzato l’attenzione dei fotografi, che hanno rivisto nelle sue dolci intemperanze – il battito di mani, il ditino alzato verso gli aerei, il pollicione in bocca – quelle che contraddistinguevano alla sua età il fratello George. Il quale, per inciso, è entrato nell’età in cui i bambini sono bastian contrari in carne e ossa e ha regalato ai flash soltanto smorfie e atteggiamenti annoiati, mentre Charlotte è stata indubbiamente più composta, prendendo spunto dalla sorridente imperturbabilità della madre. Kate è sempre perfetta in ogni occasione ufficiale. E riesce a imporre la sua personalità, fatta anche di gesti un filo demagogici.

Quanto amano i sudditi britannici quella ostentata parsimonia che la duchessa di Cambridge manifesta nell’arte del riciclo! Stavolta è toccato a Louis, che ha indossato il completino bianco e azzurro con il quale lo zio Harry fu fotografato nel 1986, sempre in occasione del compleanno della regina, tra le braccia di sua zia Anna, sorella di Carlo. L’altro ferita che in questa occasione ha forse trovato una sutura – ma è più probabile che sia stata solo ben tamponata – è quella che ha lacerato i rapporti tra Kate e sua cognata Meghan. Parliamo di tensioni tra cognate fatte di piccole gelosie per le rispettive posizioni dinastiche e mediatiche che hanno reso il primo anno a corte della ex attrice di Suits una vera via crucis, forse anche per l’atteggiamento da primadonna che la ex signorina Markle ha adottato nei confonti dell’establishment. Intemperanze che non sono migliorate con la nascita, lo scorso 6 aprile, del piccolo Archie. Anzi, pare che Meghan sia diventata ancora più diffidente: in questo mese ha allontanato le tate e persino sua madre Doria. L’insegnante di yoga aveva deciso di trasferirisi a Frogmore Cottage, residenza dei duchi di Sussex, lasciando Los Angeles, salvo poi fare ritorno in America a causa del caratteraccio della figlia, che non lascia avvicinare nessuno alla culla.

Ciò detto, se tra le mura di casa si sta comportando come un’attrice in piena tempesta emotiva, almeno una lezione di protocollo Meghan sembra averla imparata: mai disertare gli impegni ufficiali che celebrano il sovrano. E infatti, a 31 giorni dal parto – ma tornerà socialmente attiva solo in autunno – si è rivista in pubblico proprio in occasione del Trooping the Colour, non volendo essere da meno rispetto a Kate che riapparve ai sudditi a un mese esatto dalla nascita di George. Anzi, la signora di Sussex ha cercato in tutti modi di emulare la cognata, persino nell’acconciatura. Meghan è salita sullo stesso cocchio reale con Kate, Camilla e Harry, che le sedeva accanto, verso Buckingham Palace. È andata sul sicuro, scegliendo un abito blu con mantella di Givenchy, completo disegnato per lei dalla fidata Clare Weight Keller, direttrice della maison, e cappello di Noel Stewart. Ha evitato accuratamente una tinta pastello che avrebbe potuto suscitare un confronto con la cognata. Il colore e la foggia dell’abito sono stati voluti per mascherare le naturali rotondità che la gravidanza porta con sé. Ma lo status di puerpera reale ha anche i suoi privilegi, tra i quali preziosi cadeaux. Il regalo di Harry per la nascita di Archie è stato duplice: un paio di orecchini di diamanti taglio smeraldo (quindi orizzontale) e una fedina di brillanti che la duchessa ha indossato sull’anulare sinistro, questa sì mossa contraria all’etichetta che vuole su quel dito solo la fede.

In questi dettagli si rintraccia la sua personalità, altrimenti che razza di ribelle sarebbe? E si tratta davvero di dettagli, se pensiamo che Meghan è stata quasi invisibile per l’intera durata della parata. Non ha mostrato entusiasmi – a differenza dei grandi sorrisi che sfoggiò al suo primo Trooping the Colour, lo scorso anno – restando relegata in seconda fila. La duchessa graffiante si è rassegnata dunque a una vita irregimentata? Nì. Perché se in pubblico Meghan non fa trapelare la sua montante insofferenza, sembra che a Harry, nella quiete del parco di Windsor, abbia espresso il desiderio di cambiare vita. Altro che Africa, lei vorrebbe tornare in California. Lontano dalla rigidità di corte e vicino al mondo rutilante in cui è nata e cresciuta. Il niet è netto: campagne e retrovie non fanno per lei

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