Ludovica Pagani, l’influencer che insidia il primato della Leotta

Diletta Leotta? «Magari fossi bella e brava come lei», esclama con modestia Ludovica Pagani, sfoderando la sua famosa erre moscia, quando le chiediamo della sua somiglianza con la bionda conduttrice di Dazn. Eppure Ludovica non perde occasione per farsi fotografare in pose sexy identiche a quelle della presentatrice più amata dai tifosi. Comunque per il momento, su Instagram, Leotta batte Pagani: 4,2 milioni di follower contro 2 milioni. «Ho ancora molta strada da fare, ma sogno di diventare un giorno come lei, conduttrice di un programma – non necessariamente di sport – altrettanto in gamba e preparata».

Dice proprio “preparata” perché, si sa, che la carriera della Pagani è stata lanciata da una terribile gaffe. «Il mio battesimo di fuoco è stato tre anni fa con il programma Diretta stadio di Bergamo Tv, in cui mi avevano invitata per leggere i commenti sui social delle partite di calcio, sebbene non ne capissi nulla e l’avessi detto alla redazione. Quando il presentatore mi ha chiesto in che posizione fosse l’Atalanta, io ho risposto ventiseiesima, confondendo i punti con la classifica, che poi ho letto interamente in questo modo, senza che nessuno mi correggesse ». Sono seguiti insulti online, ma lei è riuscita a trasformare l’errore in un successo. «Mi hanno invitata nel salotto calcistico di Tiki Taka per spiegare l’accaduto: ho deciso di affrontare l’argomento con autoironia e le persone hanno così apprezzato che sono stata ancora più seguita sui social ». Subito dopo l’ha chiamata la Rai, per fare l’inviata a Quelli che il calcio.

Ludovica arriva per l’intervista nella redazione di Gente in pantaloncini corti bianchi, top scollato e scarpe dal tacco vertiginoso. È bella, anche se piccina, dettaglio che non trapela in fotografia. «Sono un metro e 59, è il mio cruccio». Ormai gli stilisti fanno a gara per mandarle gli abiti, indossa solo capi firmati? «Non sempre. Quando scelgo come vestirmi, i miei modelli di riferimento sono Jennifer Lopez e Shakira, donne super femminili che con il loro stile esprimono sensualità senza essere volgari. È il look ideale per una donna indipendente, che ha un lavoro ed è realizzata come me: non sono la principessina che ha bisogno di essere salvata dal principe azzurro, né la casalinga che aspetta il marito per mettere in tavola la cena».

Per questo sul braccio sinistro ha tatuata una scritta in latino: Alis volat propriis, vola con le tue ali. «L’ho fatto qualche anno fa mentre stavo passando un periodo difficile, per ricordarmi che nella vita non voglio dipendere da nessuno». Ha tatuato anche diversi cuori: «Perché sono una romanticona ». Sul braccio destro ha un diamante: «Simbolo di forza e di purezza. Poi un’altra scritta, Lighthouse, faro, per non perdere di vista la mia luce interiore. Il mare mi piace così tanto che sopra il gomito ho disegnata un’onda». Infine un fulmine sulla caviglia destra. «L’ho fatta assieme al mio fidanzato, Steven Basalari, che ne ha uno uguale, e rappresenta il nostro amore: è stato un colpo di fulmine». Lui gestisce alcune discoteche ed è completamente tatuato. «Infatti ogni volta che andiamo a trovare mia nonna devo ricordargli di mettere la camicia con le maniche lunghe».

Ludovica vive ancora a Bergamo con la sua famiglia, che le fa tenere i piedi ben piantati a terra. «Ho bisogno della normalità e delle radici: le amiche, la mamma, mio fratello. Tanto poi c’è il lavoro a portarmi parecchio in giro». Ha vissuto un po’ con il fidanzato, poi è tornata a casa. Perché? «Era troppo geloso delle mie foto sexy, del successo, dei miei tanti ammiratori. Allora l’ho lasciato e sono tornata dai miei. Dopo un po’ Steven è venuto a dirmi che non poteva stare senza di me. Ha capito che sono una donna autonoma, ma anche che ho la testa sulle spalle e può fidarsi. Ora è lui che mi scatta le foto più sexy di Instagram».

È una responsabilità essere un’influencer, essere presa a modello anche dalle ragazzine. «Mi scrivono perfino quelle delle elementari per confidarsi con me, come fossi una sorella maggiore. Insegno loro che si può essere molto sensuali senza svendersi, e che non bisogna vergognarsi della propria femminilità. Da ragazzina anch’io avevo poca autostima e non mi piacevo, ho dovuto imparare a buttarmi per avere fiducia in me. Svendersi, al contrario, sarebbe non credere in se stesse e pensare di dover dipendere da un uomo per esistere. Il primo valore è l’indipendenza».

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