Si accascia a terra dopo un malore: un infermiere lo salva con 17 scariche di defibrillatore

Si accascia a terra dopo un malore: un infermiere lo salva con 17 scariche di defibrillatore

Una storia tutta italiana che ha davvero dell’incredibile. Un uomo si accascia a terra a seguito di un malore, sembrava esser destinato a morte certa quando un infermiere riesce a salvarlo con ben 17 scariche di defibrillatore.

Si accascia a terra dopo un malore

I fatti sono successi a Lecce il 14 giugno 2019 quando un uomo di 50 anni esce da una tabaccheria, accusa un malore e si accascia a terra, senza poter raggiungere così la sua Alfa Romeo. L’uomo, secondo quanto raccontato da Today, è stato prontamente soccorso da Andrea De Filippi, un passante che gli ha subito praticato il massaggio cardiaco. Il cinquantenne però non reagisce, tanto da decidere di continuare con un nuovo massaggio cardiaco e spiega: “Stava diventando cianotico– dichiara a LeccePrima-. Le labbra viola ed era completamene inerme”. Il quel frangente qualcuno chiama il 118 e l’ambulanza arriva sul luogo in pochissimo tempo, in quanto si trovava già nelle vicinanze per via di un altro intervento che il personale medico del 118 aveva effettuato.

Mezzora di tentativi, 17 scariche di defibrillatore

In quel drammatico momento, il personale medico è subito sceso in campo per salvare la vita del cinquantenne, anche se le sue condizioni si presentavano disperate. Nonostante tutto però gli infermieri non si sono voluti arrendere e, soprattutto Johnny, sempre secondo quanto raccontato da Today, ha voluto continuare ad aiutare quell’uomo che si trovava disteso a terra davanti a lui. Johnny non si è nemmeno arreso dopo mezzora di tentativi e ben 17 scariche di defibrillatore. Improvvisamente, però, con estrema sorpresa dei presenti il cuore del cinquantenne ricomincia a battere.

L’uomo che si è accasciato a terra dopo esser uscito dal tabacchino però non è del tutto salvo, questo infatti versa in gravi condizioni ma la famiglia adesso ha delle speranze a cui appellarsi per la sua salvezza.

“Non so nemmeno io perché ho insistito”

A raccontare questa particolare esperienza a LeccePrima è stato proprio l’infermiere Johnny: “Non so nemmeno io perché ho insistito così tanto. Non lo so. È stato un miracolo. In genere proviamo per i canonici venti minuti, o fino a esaurimento delle forze, come da manuale, e poi sospendiamo, dovendo documentare con il tracciato che l’elettrocardiogramma è piatto”. Questo poi continua dicendo: “Ho avvertito una forma di empatia fra me e il paziente. E ho invocato l’intervento divino. Sicuramente c’è stato, perché io non ho fatto nulla di eccezionale. Ero convinto che l’avrei ripreso, nonostante fosse blu già al nostro arrivo. C’era una forza interiore che mi spingeva. E dentro di me ripetevo: ce la deve fare, ce la deve fare”.

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