Arrestato in Francia Michel Platini: l’ex attaccante della Juventus in stato di fermo

“Michel Platini arrestato in Francia per corruzione”: l’accusa riguarda l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar
L’ex attaccante della Juventus e della nazionale francese sarà sentito dalla polizia di Nanterre, dove si trova in stato di fermo. Interrogato a piede libero anche l’ex segretario dell’Eliseo durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

“L’ex presidente della Uefa Michel Platiniin stato di fermo a Parigi“: la notizia è stata pubblicata dal sito francese Mediapart e fa ripiombare il mondo del calcio nello spettro dei brogli e delle combine internazionali. Questa volta non si tratta di match truccati: la vicenda è ben più rilevante e ritorna a toccare una vicenda mai del tutto chiarita, ovvero l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar. Una scelta, quella della Fifa, da sempre accompagnata da ombre, sospetti e accuse pesantissime per i massimi dirigenti del pallone. Come quella nei confronti dell’ex campione della Juventus: a leggere Mediapart, ‘Le roi Michel’ è responsabile di corruzione e per questo, dopo l’arresto, si trova “in stato di fermo presso la caserma della polizia giudiziaria di Nanterre“.

Nella stessa vicenda, sempre a leggere il portale d’Oltralpe, è coinvolto anche Claude Gueant, all’epoca dei fatti segretario generale dell’Eliseo: è stato interrogato dagli investigatori dell’anticorruzione della polizia, al momento è a piede libero.
Le consulenze di Blatter senza contratto e le sospensione in scadenza
In attesa di comprendere meglio i dettagli della questione, da sottolineare che l’arresto di oggi non è la prima grana giudiziariaper l’ex numero uno del calcio europeo.

I primi guai per il tre volte Pallone d’Oroiniziano l’8 ottobre 2015 quando, a seguito delle indagini della magistratura svizzera, viene sospeso per 90 giorni dal comitato etico della Fifa poiché accusato di corruzione per avere illegalmente percepito, durante il 2011, due milioni di franchi svizzeri dall’allora presidente Sepp Blatter come compenso per consulenze svolte tra il 1999 e il 2002; in questo lasso di tempo cede le sue funzioni al vicepresidente della Uefa, Ángel María Villar. Da quel momento inizia una lunga battaglia prima con la giustizia sportiva e poi con quella ordinaria.

Il 21 dicembre il comitato etico della Fifa squalifica Platini per otto anni da tutte le attività calcistiche. In appello la sospensione del dirigente francese viene ridotta a sei anni. Dopo il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sportdi Losanna, il 9 maggio 2016 la squalifica è ulteriormente ridotta a quattro anni; ciò nonostante, non essendovi stata la cancellazione delle accuse sperata da Platini, nella stessa data annuncia l’intenzione di dimettersi da presidente della Uefa. L’ex campione francese non si arrende, convinto della sua innocenza che ha propugnato in diverse interviste ai media di tutto il Mondo, accusando in realtà Fifa e Tas di aver ordito un complotto nei suoi confronti per evitare una sua ascesa alla presidenza dell’organo di governo del calcio mondiale. Nel 2018 scagionato: non fu corruzione

Il 25 maggio 2018 la magistratura elvetica lo scagiona ufficialmente da ogni accusa, non ravvisando reati nel suo operato.

In quell’occasione l’entourage di Platinirimarca la tesi secondo cui le false accuserivolte nei suoi confronti, erano in realtà mirate unicamente a delegittimarne la carriera dirigenziale. “È la fine di un lungo incubo per la mia famiglia e quelli che mi sono vicini” aveva detto Platini, che nell’occasione si era detto pronto a tornare nel mondo del calcio da protagonista. “Tornerò indietro: dove, quando e come è troppo presto per dirlo. Ma io tornerò di nuovo nel calcio. Perché il calcio è la mia vita e non permetto a nessuno il diritto di privarmi della mia vita” erano state le parole dell’ex attaccante della Juve. A distanza di un anno, però, il suo ritorno da protagonista è quantomeno rimandato.
I “piccoli imbrogli” a Francia ’98
Diverso il discorso per quanto riguarda il clamore suscitato ogni volta che ha deciso di parlare. Emblematico quanto accaduto a inizio maggio di un anno fa. Intervistato per celebrare i 20 anni dal titolo mondialevinto in casa dalla ‘sua’ Francia, l’ex presidente Uefa ha ammesso che la famosa finale con il Brasile fu anche il frutto di trucchetti” al momento del sorteggio.

L’immediato clamore della rivelazione di Platini spinse il quotidiano L’Equipe a una difesa d’ufficio: “Fu una procedura negoziata prima del sorteggio – scrisse il quotidiano – e poi riutilizzata nelle edizioni seguenti”. Francia e Brasile – teste di serie una perché paese organizzatore, l’altra perché campione in carica – potevano essere sorteggiate, come vuole il regolamento, in qualsiasi degli otto gruppi. E invece, le “palline calde” uscirono nel gruppo A e nel gruppo C, in modo da non potersi mai incontrare prima della finale: “Quella finale era il sogno di tutti” ha rivelato Platini nell’intervista alla radio France Bleu. La Francia vinse così il suo primo mondiale, 3-0 in una partita dai risvolti drammatici e rimasti in parte misteriosi, soprattutto per il malore di Ronaldo alla vigilia. Platini era co-presidente del Comitato organizzatore: “Giocavamo in casa, bisognava pur approfittarne…” ha detto quasi scherzando, con aria di sufficienza.

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