Roberto Fiacchini Anselmi: chi è il figlio adottivo di Renato Zero

Roberto Fiacchini Anselmi: chi è il figlio adottivo di Renato Zero

Renato Zero da sempre ha un posto speciale nel cuore dei suoi fan, chiamati con l’appellativo di sorcini e non solo. Nell’arco della sua carriera ha destato molto interesse la sua vita privata, della quale si conosce davvero pochissimo. Ad ogni modo il suo amore più grande è quello per il figlio Roberto Fiacchini Anselmi, adottato in età adulta. Ma chi è il figlio adottivo di Renato Zero?

Renato Zero quando ha adottato un figlio?

Come abbiamo appena spiegato, solitamente siamo abituati a raccontare più i successi lavorativi di Renato Zero che alcuni aspetti della sua vita privata, considerando l’altissimo livello della sua privacy, l’artista non ha figli propri ma diversi anni fa ha deciso di allargare la sua famiglia adottando Roberto Anselmi che ha preso così il cognome Fiacchini, nonché il cognome vero di Renato Zero.

Roberto Fiacchini Anselmi era la guardia del corpo di Renato Zero, con il quale si è subito instaurato un bellissimo rapporto da padre a figlio coronato nel 2003 quando Renato Zero ha consolidato il loro rapporto attraverso l’adozione.

Roberto Fiacchini Anselmi, chi è il figlio di Renato Zero?

Della vita di Renato Zero si conoscono davvero pochissimi dettagli, se non che durante la sua carriera ha avuto due importanti relazioni con Lucy Morante e un’altra con l’artista Enrica Bonaccorti.

L’adozione di Roberto Fiacchini Anselmi è arrivata quando aveva già 30 anni, periodo in cui lavorava come guardia del corpo dell’artista. Da quel momento in poi, Roberto Fiacchini Anselmi, è diventato la vera famiglia di Renato Zero riuscendo a regalargli anche il dono di diventare nonno di due nipotine.

“Non volevo restare solo”

In occasione di una passata intervista, Renato Zero ha raccontato i reali motivi che l’hanno spinto ad adottare il figlio Roberto Fiacchini Ansemi: “Ho adottato un figlio perché non volevo restare solo, non l’ho condizionato. Mi aveva colpito il modo in cui si era avvicinato a mia madre, frequentando la mia famiglia: era poetico, tenero e fra loro è nata una grande complicità“. Sul figlio adottivo ha inoltre dichiarato: “Che mio figlio abbia questa vocazione al rischio è vero, ma gli voglio bene anche per quello“. Renato Zero, inoltre, ha avuto modo di raccontare la sua visione di ‘adozione’: “Quando adotti un figlio devi godere della fortuna di non imporre nulla a tuo figlio, né lui deve imporre nulla a te. C’è un equilibrio perfetto in questa situazione ed è un’esperienza che consiglio a tutti“.

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