Boldrini su Regeni: «La Lega non ritira l’ambasciatore in Egitto, ma pensa solo a ritirare gli striscioni»

Una battaglia di civiltà, un desiderio di restituire la verità per la famiglia di un giovane ricercatore che ha perso la vita in un Paese diverso dal suo. E poi, invece, c’è la battaglia contro i simboli e contro tutto ciò che questi significano. Laura Boldrini ha lanciato una pesante accusa contro la Lega, mettendo in fila semplicemente due dati di fatto: il rifiuto del governo di richiamare l’ambasciatore italiano al Cairo, in segno di protesta nei confronti dell’ostruzionismo che l’Egitto continua a fare nel percorso che dovrebbe portare a identificare i responsabili dell’assassinio di Giulio Regeni e questo continuo oltraggio alla memoria del giovane, con l’oscuramento e il ritiro degli striscioni di Amnesty International che vogliono ricordare la vicenda nei singoli territori.

La Lega e gli striscioni di Giulio Regeni

A Ferrara, all’indomani del ballottaggio vinto dal leghista Alan Fabbri, un vessillo della Lega andò a coprire lo striscione Verità per Giulio collocato sulla scalinata del municipio. In Friuli Venezia-Giulia il governatore Massimiliano Fedriga ha tolto lo striscione dalla sede della Regione per far spazio alle decorazioni per l’Europeo Under 21.

«L’Egitto continua a sabotare le indagini su sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni – ha scritto l’ex presidente della Camera Laura Boldrini -. E la Lega che fa? Anziché ritirare l’ambasciatore italiano a Il Cairo ritira lo striscione dal balcone della Regione FVG che chiede #VeritaPerGiulio. Solo una parola: vergognatevi!».

L’Egitto continua a sabotare le indagini su sequestro, la tortura e l’omicidio di #GiulioRegeni

E la Lega che fa? Anziché ritirare l’ambasciatore italiano a Il Cairo ritira lo striscione dal balcone della Regione FVG che chiede #VeritaPerGiulio

Solo una parola: vergognatevi!

— laura boldrini (@lauraboldrini) June 21, 2019

L’attacco di Laura Boldrini alla Lega sul caso di Giulio Regeni

Laura Boldrini è stata tra quei deputati che si sono battuti in maniera più risoluta per dare avvio alla commissione d’inchiesta parlamentare per cercare la verità sul caso di Giulio Regeni, istituita alla fine di aprile con il voto della Camera. Il primo passaggio per continuare a tenere alta l’attenzione è quello di non cancellare la memoria. Gli striscioni sono un monito per i territori, perché ricordano ogni giorno la vicenda di Giulio Regeni. Ma a qualcuno sembrano dare fastidio.

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