Festa con sesso e droga per la moglie in fin di vita. E la donna muore

Ha organizzato un “party della morte” per sua moglie che, alla fine della festa, è effettivamente morta. Duane Johnson, 59 anni, però, non voleva fare del male alla moglie Debra, 69 anni, ma esaudire il suo ultimo desiderio: quello di partecipare a una festa a base di sesso, droga e rock ‘n’ roll prima di morire.

Come è andata. La moglie di Duane era ricoverata in una casa di cura per via del diabete cronico e per problemi di salute mentale, lui, che aveva pianificato tutto per filo e per segno, l’ha presa dalla casa di cura e l’ha riportata a casa dove aveva organizzato una festa a base di tutti gli “ingredienti” richiesti dalla moglie. Durante la festa, che è durata 5 giorni, i Johnsons hanno fumato metanfetamina, ascoltato musica heavy metal dei Quiet Riot e fatto sesso. Era stata Debra a chiedere al marito di avere un rapporto. Poi, dopo 90 minuti, come riporta South Minnesota news, è morta. Debra non aveva preso le sue medicine così ha iniziato ad avere le convulsioni e, mentre il marito cercava di farla riprendere, è morta.

Dopo la morte di Debra, Johnson ha chiamato i soccorsi e la polizia. Gli agenti dell’ufficio dello sceriffo della contea di Brown, giunti sul posto, hanno trovato le parole “Death Parde (sic) God Hell” scritte con una bomboletta spray sulla porta d’ingresso dell’abitazione. Duane era fuori casa, nudo e ha urlato: “Mia moglie è morta, è al piano di sopra”. Quando gli agenti gli hanno chiesto come mai fosse morto lui ha risposto: “Devo lavarmi di dosso questo orrore”.

I poliziotti hanno trovato il corpo di Debra avvolto in un lenzuolo grigio: Duane ha spiegato loro che aveva preparato il corpo della donna come aveva letto nella Bibbia. L’uomo, durante l’udienza in tribunale, ha ammesso di aver fatto sesso con sua moglie e di aver organizzato una festa “della morte” per lei. Si è inoltre dichiarato colpevole e in tutta probabilità dovrà scontare 3 anni in carcere. Le accuse di omicidio di terzo grado contro Johnson sono state ritirate nell’ambito di un patteggiamento durante l’udienza a New Ulm, Minnesota.

Il procuratore della contea di Brown Charles Hanson ha dichiarato: “Riteniamo che questo risultato serva gli interessi della giustizia”. Johnson, la cui foto segnaletica aveva scatenato, all’epoca del fatto (gennaio 2019) grande ilarità, ha confermato che la sua volontà non era quella di far del male alla donna ma solo farla felice. Sarà condannato il 12 agosto.

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