Usa, la foto shock dei due migranti morti nel Rio Grande: ‘Trump responsabile’ dicci la tua

Ora vanno di moda queste: immagini autentiche ed evocative, ben inquadrate, con dettagli significativi, che divengono «foto shock» e sotto le quali in teoria potresti scrivere didascalie molto diverse tra loro, ma che la comunità mediatica decide di interpretare in modo univoco. Così lo «scatto shock» di un padre con la sua bambina di due anni morti annegati nel Rio Grande, mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti, d’un tratto «indigna l’America» e diventa il simbolo della tragedia dei migranti dal Centro America, così come l’immagine del corpicino di Aylan, riverso su una spiaggia turca, divenne simbolo dell’immigrazione verso l’Europa.

LA DIDASCALIA Una possibile didascalia, paradossalmente, sarebbe potuta essere questa: «Nella foto (associated press), uno sconsiderato padre salvadoregno che ha trascinato la figlioletta a morte sicura illudendosi di poter attraversare, come se fosse un torrente, il quarto fiume dell’America settentrionale, il Rio Grande ». Invece le didascalie sono state altre. Quei due corpi riversi a faccia in giù, immersi nell’acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente, ritraggono la bambina ancora con le scarpette, legata al padre da una maglietta con cui l’uomo cercava di tenerla stretta a sé, e c’è il braccino della bimba ancora attorno al collo del padre.

Sono questi dettagli a fare la differenza, a trascinare giornalisti e commentatori in un vortice di emozioni e voci rotte che trasformano qualsiasi immagine, anche la più triste e pietosa – come questa – in un prodotto che va venduto nel miglior modo possibile. Senza quella foto, l’opinione pubblica mondiale non avrebbe riparlato del dramma dei migranti morti al confine tra Usa e Messico: che solo nel 2018 sono stati 283. Nessuno, probabilmente, avrebbe precisato che nei giorni scorsi, nei pressi del Rio Grande, hanno trovato altri quattro morti: una giovane donna, due bambini e un neonato, tutti stroncati probabilmente dal caldo e la disidratazione. Il problema è che di loro non c’era nessuna foto. Gli anchorman fanno gara di commozione con i media che hanno riproposto quella foto per giornì

Altri si sono limitati a raccontare che quasi 500mila migranti, dall’inizio di quest’anno, sono stati fermati nel tentativo di attraversare il confine. Il ministro degli affari esteri di El Salvador ha invitato le famiglie che pensano di espatriare a ripensarci: «Non rischiate ». E ora, che cosa ha rinfocolato le polemiche politiche? Non che la Camera a maggioranza democratica abbia stanziato 4,5 miliardi di dollari da destinare alla crisi del confine sud, non che la Casa Bianca abbia già annunciato il proprio veto, non che il responsabile federale che gestisce i campi al confine col Messico – quelli dove vengono tenuti i bambini separati dalle famiglie – si è dovuto dimettere dopo la scoperta che i bambini mangiavano quando capitava e con scarsa assistenza medica, tanto nell’ultimo anno ne sono morti già sei. A rinfocolare le polemiche politiche è stata una foto.

La cui didascalia si è deciso che sia questa: uccisi da Donald Trump, l’uomo che costringe i migranti illegali a tentare di raggiungere il Texas dal confine tra Messico e Stati Uniti, evitando il muro che il presidente ha voluto. QUALCUNO DA INCOLPARE Senza andare lontano, basti questo articolo di Famiglia Cristiana titolato “Ilmuro assassino di Trump”: «L’ennesimo simbolo dei migranti che muoiono cercando di lasciare il proprio Paese per vie impervie e pericolose a causa dei muri eretti dai governi. Muri assassini, perché non fermano l’immigrazione ma rendono solo più rischiosi i modi per attraversare i confini». Prossime puntate:mari assassini,montagne assassine. Per intanto, Trump assassino. Il quale Trump è intervenuto con un tweet e ha scritto solo questo: «Molte più persone di prima stanno venendo negli Usa perché la nostra economia va così bene, la migliore nella storia, ma noi stiamo mettendo le cose a posto, compresa la costruzione del muro». È intervenuto anche il Papa, perché la foto l’ha vista anche lui. Ha fatto sapere che sta pregando. La giornalista Julia Le Duc, invece, è quella che la foto l’ha scattata, dapprima pubblicata sul quotidiano messicano La Jornada e poi in tutto il mondo: ha raccontato che padre e figlia erano riusciti ad attraversare il fiume, ma la madre no, dunque lui è tornato indietro lasciando la figlia sulla riva che però non ha resistito, e ha tentato di inseguirlo. Lui l’ha ripresa,ma poi la corrente li ha trascinati via. È molto triste,mal’importante è avere qualcuno a cui dare la colpa.

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