Enzo Paolo Turchi furioso: «Non si può trattare così un artista»

Non sempre essere famosi significa essere ricchi. Enzo Paolo Turchi lo sa bene. Dopo cinquant’anni di carriera accanto a personaggi del calibro di Raffaella Carré, Liza Minnelli e Carla Fracci, il ballerino fa una rivelazione shock: «La mia pensione è di 720 euro al mese. Se non a- vessi un’accademia di danza a Palermo e un fisico che mi permette di continuare a lavorare, a questo punto sarei stato in serie difficoltà».

«Non si può trattare così un artista, dandogli l’elemosina dopo che ha versato cinquant’anni di contributi», confida a Nuovo Tv il marito di Carmen Russo. «Per me non è una questione di soldi, ma di etica».
Enzo Paolo, le tue dichiarazioni stupiscono. Come mai la tua pensione è così bassa?
«Negli anni ’70 noi artisti avevamo un libretto su cui i datori di lavoro apponevano i timbri per le nostre prestazioni professionali. Purtroppo ho scoperto in seguito che molti di quei timbri erano falsi. Avevamo fiducia nelle persone che ci davano la possibilità di lavorare, non potevamo immaginare che non versassero i contributi, trattenendo i nostri soldi».
Non c’era modo di controllare la situazione?
«Non c’era Internet, per visionare una pratica ci volevano mesi. Anche se avessimo provato a fare un controllo, non sarebbe stato certo facile avere le risposte».

Non avevi mai fatto parola di questo problema: perché parlarne ora?
«Per portare alla luce i problemi che vivono la maggior parte dei ballerini della mia generazione: molti si ritrovano con una pensione di 500 euro al mese! E poi per mettere in guardia i giovani: fate attenzione, altrimenti un giorno percepirete cifre sempre più basse. Sto portando avanti il discorso per la mia categoria, non per me. Io mi ritengo un privilegiato, dato che continuo a lavorare con successo. Il mio desiderio più grande è quello di vedere i ballerini più felici, non disastrati e disperati perché non sanno più come arrivare alla fine del mese».
Anche Carmen ha il tuo stesso problema?
«Lei non è ancora andata in pensione, ma sicuramente in futuro si ritroverà nelle mie stesse condizioni. Che poi sono quelle di tanti altri volti noti dello spettacolo».

Che cosa ti dà più fastidio di questa storia?
«Credo che nessuno meriti un simile trattamento, è un’offesa alla dignità dell’artista e del lavoro stesso. Nessuno dovrebbe percepire una pensione di 500 euro, perché per vivere dignitosamente ne servirebbero almeno 1.000. La pensione non dovrebbe essere
una punizione per la vecchiaia, ma un premio per chi ha lavorato tutta la vita versando regolari contributi. In fondo nessuno ci regala niente: i soldi che percepiamo sono soldi nostri».
Il 19 luglio compirai 70 anni: che cosa manca ancora nella tua vita?
«Potrebbe mancare ancora tutto: la vita è talmente bella che non smette mai di stupire con nuove sorprese! Detto questo, sono un uomo felice. Mi godo il mio lungo matrimonio con Carmen (sono sposati dal 1987, ndr) e la crescita di nostra figlia: questo è il massimo per me. La nascita di Maria è stato il più bel regalo che la vita potesse farmi, non oso chiedere di più».

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