I retroscena della visita di Obama a Clooney nella villa di Laglio

Obama, l’ultima attrazione di Laglio. Il breve soggiorno dell’ex presidente degli Stati Uniti nel paesino del Lago di Como ha confermato la fama di cui questa zona gode da oltre 15 anni: negli ultimi giorni non s’è parlato d’altro. «È l’effetto Clooney. Da quando l’attore ha acquistato Villa Oleandra, nel 2002, questo territorio ha tratto vantaggi per circa 150 milioni di euro.

Si tratta di una cifra che unisce un insieme di fattori: la pubblicità gratuita di cui questi luoghi hanno beneficiato, l’incremento del valore delle ville, la manodopera locale impiegata. E con questa ultima visita, quella degli Obama, abbiamo raggiunto una nuova vetta». Il sindaco di Laglio Roberto Pozzi, pur mantenendo un aplomb istituzionale, lascia trasparire una certa giustificata emozione commentando con Gente il weekend che Barack Obama e famiglia hanno trascorso a Villa Oleandra, ospiti dei Clooney.

Tre giorni di quiete lacustre per l’ex presidente degli Stati Uniti, Michelle e le ragazze Malia e Sasha: sono arrivati il 22 giugno e ripartiti dall’aeroporto di Malpensa il 24. Arrivavano dalla Provenza, dove hanno affittato – per 54 mila euro alla settimana – una villa da mille e una notte nei pressi di Avignone. Da lì hanno fatto rotta verso casa Clooney. «Una visita privata», prosegue il sindaco, «tuttavia è stato comunque approntato dalla questura un piano speciale di sicurezza una settimana prima dell’arrivo degli ospiti.

L’amministrazione locale è stata informata solo a cose fatte, i contatti sono avvenuti a livello diplomatico». Visita privata significa zero bagni di folla. «Il gruppo non è mai uscito dalla villa fino a domenica sera. Per la verità noi coltivavamo la speranza che facessero una capatina all’Isola Comacina, dove sabato [il 22 giugno, ndr] c’è stata la sagra di San Giovanni, la manifestazione più importante dell’estate al Lago di Como. Ma non si è visto nessuno».

Chiacchiere fitte dunque, ma solo nella privacy della magione che Clooney acquistò dalla famiglia Heinz per circa 12 milioni di euro (ma che oggi vale quasi il doppio). C’è chi dice chiacchiere politiche: da tempo il nome di Clooney viene indicato, per ora senza conferme ufficiali, come prossimo condidato alle primarie democratiche in vista delle presidenziali del 2020. Amal e Michelle sono state inondate di inviti da parte delle aziende di filati locali, recapitati al Comune o a Villa Oleandra. Ma niente di fatto. Unica concessione alla mondanità la cena di domenica sera al prestigioso Villa d’Este, l’hotel di Cernobbio che le cronache economiche conoscono per il meeting Ambrosetti, la grande riunione del mondo produttivo.

I Clooney e gli Obama hanno raggiunto la struttura a bordo di un motoscafo che ha navigato lungo la costa, superando Moltrasio. Un menu d’eccezione ha allietato gli ospiti al ristorante Veranda, il più elegante dei tre che si trovano al Villa d’Este. Lo chef Michele Zambanini, coadiuvato dalla sua brigata che conta ben 49 persone, ha preparato per gli ospiti piatti a base di pesce lacustre e vini lombardi, con una chicca: la pizza. Pizze personalizzate, pare, per gli ospiti. Poi l’allegro gruppetto ha fatto ritorno in villa, protetto, oltre che dalle forze dell’ordine, da quelle del protocollo Clooney. «Si tratta di un’ordinanza che viene applicata quando l’attore si trasferisce, per lunghi o brevi periodi, qui da noi. Consiste in due punti: il divieto di formare capannelli davanti all’ingresso stradale della villa e quello, rivolto alle imbarcazioni, di avvicinarsi a meno di 100 metri», prosegue il sindaco.

«Qualche giorno prima di arrivare, Clooney – o meglio il suo entourage – fa una telefonata per avvisarci». Le polemiche sono sempre dietro l’angolo. «C’è chi parla di costi sostenuti dalla collettività per proteggere un privato cittadino. Ma io rispondo: questo signore ha portato fior d’investimenti nella zona. Residenze che prima erano in stato di abbandono sono state acquistate e riportate agli antichi fasti. È ovvio che desideriamo proteggere il nostro ospite.

Se si trovasse male da queste parti sa quanti altri luoghi sarebbero disposti ad accoglierlo a braccia aperte?». Nel pacchetto accoglienza c’è stato anche l’omaggio del congedo: fuochi artificiali per salutare gli Obama e strappare loro un «arrivederci». Fuochi rigorosamente bio – non contenevano plastiche – in omaggio alla green economy, che è stata il punto focale degli otto anni di Casa Bianca firmati Barack. Tutte accortezze che hanno avuto il loro effetto. «Il Lago di Como è così magico da togliere il respiro», pare abbia sentenziato l’ex presidente. Poco importa che sia vera: l’affermazione è già entrata nella leggenda lacustre.

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