Bambino di sei anni incatenato come un cane dal padre che voleva educarlo

Bambino di sei anni incatenato come un cane dal padre che voleva educarlo

La notizia in pochissimo tempo ha fatto il giro del mondo e riguarda il modo barbarico usato da un uomo per educare il figlio. Un bambino di sei anni è stato incatenato come un cane a un muro da un padre che, a suo modo, voleva impartire una lezione al piccolo. Ecco cos’è successo.

Bambino di sei anni incatenato come un cane

I primi mesi di questo 2019 sono stati caratterizzati da diversi atteggiamenti violenti messi in atto nei confronti di bambini che non sono in grado di difendersi. La storia che stiamo per raccontarvi questa volta arriva dall’Ucraina dove un bambino è stato trovato incatenato come un cane. Secondo quanto reso noto da Il Messaggero a mettere in atto l’azione barbarica è stato il padre del piccolo al fine di educarlo dopo una marachella. L’immagine in questione ha fatto il giro del mondo provocando l’indignazione delle persone.

Salvo grazie agli amici

Il tutto si è svolto nel villaggio di Aidar-Mykolaiv in Ucraina nella regione di Luhansk dove un uomo di 36 anni è una donna di 27 hanno ben pensato di incatenare un bambino di sei anni al fine di impartire lui un’importante lezione. L’uomo, padre del bambino, ha agito in modo barbarico ed è stato arrestato dalla polizia locale, mentre il bambino è stato trasferito in un luogo sicuro al fine di potergli dare tutte le cure necessarie. Si tratta di un bambino di soli sei anni che è stato trovato incatenato come un cane, così come dichiarato da Il Messaggero e come possibile leggere anche nel rapporto della polizia i quali hanno privato dei diritti genitoriali il quale è stato accusato anche di pedofilia e tortura, per il quale dovrà scontare una pena massima di 5 anni di carcere.

A far scattare le indagini sono stati i racconti che il bambino di sei anni aveva fatto ai suoi amichetti circa gli abusi che era costretto a subire. I piccoli per aiutare il coetaneo hanno subito la contatti tutte loro genitori avendo intuito che vi era qualcosa di anomalo nella vita di quel bambino.

“Il bambino non verrà restituita alla famiglia”

A raccontare la vicenda è stato anche il portavoce della procura di Luhansk. Questo in una nota alla stampa ha dichiarato: “Il bambino non verrà restituito a questa famiglia“. Successivamente in merito alle sue condizioni di salute ha ulteriormente spiegato: “Il piccolo è stato controllato dai medici e ora riceve assistenza psicologica necessaria. Funzionari dell’infanzia stanno lavorando per privare il padre dall’averne ancora diritto genitoriale“.
Purtroppo non era la prima volta che il trentaseienne agire in questo modo, dato che il bambino era già stata allontanato dalla famiglia è affidato alle cure di non fanno proprio dopo che questo divorziato dalla moglie, i servizi sociali avevano deciso di dargli una seconda opportunità nel momento in cui questo era andato a vivere insieme alla nuova compagna.

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