La tragica fini di Emanuele Crestini, sindaco eroe di Rocca di Papa

Avrebbe compiuto 47 anni il 24 giugno Emanuele Crestini, il sindaco di Rocca di Papa morto per le conseguenze dell’esplosione di una condotta di gas a pochi metri dal municipio, avvenuta il 10 giugno.

Per questo nelle ore più tristi – quelle dell’autopsia e dell’annuncio del funerale – la fidanzata Veronica Cetroni ha voluto dedicargli il più commovente degli auguri, postando sul suo profilo Facebook una recente immagine che li ritraeva felici e inconsapevoli del destino che li avrebbe separati e sotto queste parole: “Tanti auguri mio eroe, mia spalla, unico e grande amore della mia vita!”.

Il sindaco della cittadina dei Colli Romani era stato l’ultimo a lasciare il municipio invaso dalle fiamme per assicurarsi che tutti i colleghi fossero in salvo. Proprio a causa di quei lunghi minuti, Crestini aveva riportato ustioni sul 30 per cento del corpo e aveva inalato una gran quantità di fumo, che probabilmente gli è stata fatale. Ricoverato al reparto Grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma, dopo 11 giorni tra la vita e la morte non ce l’ha fatta. «Invece di scappare via era risalito ai piani più alti per dire a tutti di uscire e mettersi in salvo », ha raccontato Veronica, fidanzata con Crestini da sette anni. «Lui era fatto così, pensava sempre agli altri, era buono e generoso.

Al Policlinico mi è passato davanti su una barella. Mi ha stretto la mano e mi ha chiesto: “Quando esco di qua, mi vuoi sposare?”. E io, naturalmente, gli ho risposto: “Sì, amore”. Pensava ce l’avrebbe fatta». La giovane, commercialista ventottenne, ricorda così la sequenza da incubo. «Quella maledetta mattina è stato lui a chiamarmi al telefono. “Sono al Policlinico di Tor Vergata, corri”, mi diceva. Stavo lavorando in studio all’Eur, sono salita in macchina e ho attraversato mezza città col cuore in gola. Tutti mi bombardavano di chiamate…

Ma Emanuele lo avevo sentito al telefono, non pensavo fosse così grave. Con lui ci ho parlato, con i medici e le infermiere scherzava, ha voluto fare anche dei selfie insieme con loro. Era sempre allegro, non si arrabbiava mai, pensava sempre al meglio». Poi le sue condizioni sono peggiorate, riferisce ancora la fidanzata. «L’ho rivisto anche quando è stato trasferito nel reparto Grandi ustionati del Sant’Eugenio. Quell’ospedale è un labirinto… e lui mi telefonava di continuo: “Dove sei?”, “Sto arrivando”, gli rispondevo. Abbiamo passato questi giorni con i familiari e gli amici lì fuori, ad aspettare che si risvegliasse. La gravità delle ustioni era scesa al secondo grado, e questo ci faceva ben sperare».

E invece, dopo la morte del delegato municipale Vincenzo Eleuteri, il 16 giugno, le complicazioni polmonari non hanno lasciato speranze nemmeno al sindaco, che solo il giorno prima dell’esplosione era stato al centro equestre di Rocca di Papa, luogo che voleva riportare ai fasti degli anni Sessanta, quando sui Colli Romani cavalcavano gli Agnelli e i Rockefeller. Solo uno dei tanti progetti di Emanuele Crestini. «Un esempio di coraggio, di altruismo e di generosità nei confronti dei suoi concittadini», ha commentato il Capo dello Stato Sergio Mattarella dopo aver saputo dell’azione eroica del primo cittadino. «È morto per il senso del dovere, per amore di quel luogo sacro che sono le istituzioni.

Un esempio, un uomo che non ha avuto timore per la propria vita. Un eroe. Alla sua famiglia, a tutta la comunità di Rocca di Papa la nostra vicinanza», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini. Tanti i messaggi ufficiali, ma innumerevoli quelli di amici e persone comuni che si sono stretti a fianco della promessa sposa con centinaia di post e commenti su Facebook. Qualcuno per tutti: «Può essere orgogliosa di aver amato un uomo così speciale, Veronica, lui le sarà sempre accanto…», scrive Olga. E Claudia: «Tranquilla lui veglierà su di te sempre».

«Grande Uomo ed eroe e soprattutto Grande amico di tutti…!», è il post di D.T.. «Un abbraccio sincero fin lassù», dice ancora F.C.. Conclude idealmente Luana T.: «Forza Veronica, non la conosco ma deve essere fiera ed orgogliosa di aver amato un Uomo così altruista, umano e gentile. Resterà per sempre nei cuori di tutti». Ora a Veronica Cetroni non resta che attendere il responso della Procura di Velletri, che ha già iscritto nel registro degli indagati tre persone, tutte in qualche modo legate ai lavori di scavo che una ditta di Frosinone stava effettuando in prossimità del municipio. Nei loro confronti l’accusa è di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime colpose. La giustizia adesso farà il suo corso. Ma nulla restituirà a Veronica il suo amato.

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