Xenofobia leghista senza freni: adesso un muro di 243 chilometri alla frontiera est

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Fedriga conferma che sta studiando il progetto con Salvini. Dopo l’arresto di Carola Rackete, la Lega è in pieno orgasmo razzista: ormai si parla senza pudore di muri ai confini italiani, precisamente a est. A valutare l’ipotesi è il governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega), che conferma che il Viminale sta seriamente considerando la questione della costruzione di una barriera fisica di 243 chilometri al confine con la Slovenia, per respingere i migranti che passano dalla rotta balcanica. Un omaggio al peggior nazionalismo, uno scimmiottamento di Putin e Trump e un ulteriore modo per isolare l’Italia dall’Unione Europea, di cui si tradirebbero i valori basati proprio sull’abbattimento dei confini.

“Certo che se l’Europa non tutela i suoi confini noi saremo costretti a fermare l’ondata migratoria che avanza attraverso altri Paesi dell’Ue con tutti i mezzi. Non possiamo mettere poliziotti a ogni metro, anche se le misure di vigilanza, grazie al nuovo piano del Viminale, stanno dando i loro frutti” dice Fedriga, che aggiunge, “dobbiamo respingere un fenomeno che attenta alla tranquillità dei nostri concittadini, alla nostra sicurezza”.

Insomma, di nuovo servi di Trump e a Putin, che hanno obiettivo conclamato quello di distruggere la Ue, missione di cui i sovranisti di tutta Europa sono portavoce.

Fedriga azzarda addirittura un commento sullo striscione rimosso di Giulio Regeni: “Sono contro l’ipocrisia. Quello striscione era una finzione. Il Pd non ha fatto nulla per capire le cause della morte di quel ragazzo, per raggiungere la verità. Si coprivano dietro lo striscione”.

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