Scritte sui muri contro Matteo Salvini, Lodo Guenzi: “Le cancello io”

I giorni passano ma le polemiche attorno al caso Sea Watch si pagano. nelle varie città italiane sono aumentate le scritte sui muri contro Matteo Salvini e a intervenire questa volta è stato Lodo Guenzi cantante de Lo Stato Sociale.

Caso Sea Watch

Nel corso di questi ultimi giorni il caso Sea Watch a tenuto tutti con il fiato sospeso. Carola Rackete ha forzato un posto di blocco sparando una nave della Guardia di Finanza, potendosi chimica ti potessero essere soccorsi contro la volontà ti mando momentaneamente stabilito anche dal ministro Matteo Salvini. La donna altrimenti libera ma ecco che le città italiane si riempiono con murales contro il Ministro dell’Interno.

A raccontare il tutto In particolar modo è stato Lodo Guenzi de Lo Stato sociale. Il cantante ha pubblicato un interessante post sui social.

Scritte sui muri contro Matteo Salvini

Non è la prima volta che nelle città italiane appaia una scritta contro Matteo Salvini. Non molto tempo fa era stato realizzato ho fatto ciò che riguardava il nome del ministro per essere buttato poi nelle acque di un fiume, questa volta si fa riferimento a una scritta su muro a Bologna dove è possibile leggere “Muori Salvini”.

A denunciare l’accaduto è stato Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale. Il cantante nel suo lungo posso ha scritto: “Questa scritta mi fa schifo. È davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata. Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto“.

“Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate”

Dopo le difese prese da Morgan che hanno pubblicamente chiesto a chi Morgan che esplicitamente chiesto chi insulta Matteo Salvini di lasciarlo lavorare in pace, ecco che Lodo Guenzi decide di dire la sua opinione. Nel lungo post su Instagram il cantante de Lo Stato Sociale continua dicendo: “Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli ‘spero che i negri ti stuprino troia’ a Carola Rackete, i ‘bruciamo i rom’“. Il post si conclude con un invito ai follower: “Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro“.

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