Condannata per violazione di decenza, aveva diffuso telefonate col capo per dimostrare violenze sessuali

La massima corte indonesiana sembra abbia respinto l’appello di una donna che è stata condannata per avere registrato e diffuso nel contempo, conversazioni telefoniche con il suo capo, soltanto con l’intento di dimostrare le molestie a sfondo sessuale di lui. E’ questo quanto riferito alla Bbc. La donna, Baiq Nuril Maknun secondo la corte suprema dell’Indonesia sembra abbia diffuso materiale indecente e quindi resterà in carcere, visto la condanna a sei mesi.

La donna pare si fosse lamentata di avere ricevuto alcune telefonate oscene da parte del preside della scuola dove lavorava a Mataram, sull’isola di Lombok. Inoltre, la donna pare avesse registrato queste telefonate e queste registrazioni pare fossero state inviate ai dipendenti della scuola e presentate anche ai responsabili delle autorità scolastica e sono diventate virali sui social media. Il Preside pare avesse denunciato la donna per avere diffuso queste registrazioni e lo scorso mese di novembre, la Corte pare l’avesse giudicata colpevole per violazione di decenza.

Lo scorso giovedì poi ha respinto i tentativi di poter ribaltare il verdetto affermando di non avere presentato alcuna prova necessaria. Questo caso ha scatenato parecchia indignazione in Indonesia. «Siamo preoccupati per l’impatto di questa decisione perché apre una porta ai perpetratori di violenza sessuale per criminalizzare le vittime», ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters Ade Wahyudin, direttore esecutivo della Legal Aid Foundation for the Press.

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