Scompare quando aveva 16 anni, torna a casa dopo 3 anni ma qualcosa era cambiato

Texas, 1994. Nicholas è un bambino di 13 anni che sta disputando una partita di baseball con gli amici del campetto. Quella sera Nicholas non torna a casa. I genitori provano a chiamare i vicini e a chiedere loro se hanno visto il figlio, ma non contattano la polizia per il momento. Nicholas è un bambino “difficile” e il giorno dopo ci sarebbe dovuta essere la sentenza della corte che avrebbe deciso se mandare Nicholas a casa o se alcuni suoi piccoli crimini gli sarebbero costati un periodo in un carcere minorile. I genitori hanno quindi pensato che fosse scappato per non sentire il verdetto della corte.

Ma i giorni passano e del figlio nessuna traccia. Aveva con sé solo 5 dollari e nessun cambio di vestiti quindi, se avesse organizzato una fuga, avrebbe preso almeno qualche effetto personale. La polizia perlustra la città, ma 5 dollari sono sufficienti per un biglietto di sola andata del bus per le città limitrofe. Potrebbe essere ovunque.Passano 3 mesi quando la polizia riceve una chiamata dallo zio di Nicholas: “Nicholas è qui e sta cercando di entrare nel mio garage”. Il tempo di arrivare, ma del bambino nessuna traccia. Lo zio dichiarerà alla polizia di averlo visto fuggire poco dopo la chiamata. Passano 3 lunghissimi anni e la famiglia ha ormai perso le speranze, quando improvvisamente una chiamata gli comunica: “Abbiamo trovato Nicholas! Si era perso ed era terrorizzato nel bel mezzo di un paesino Spagnolo”.

Viene fatto immediatamente rimpatriare negli Sates dove i genitori lo accolgono a braccia aperte. La cameretta è come l’aveva lasciata, pronta per lui. Gli era mancato così tanto il loro piccolo Nicholas da non essersi accorti dell’incredibile differenza tra chi era scomparso e chi era ritornato. Il Nicholas Barclay del 1994 era un ragazzino dai capelli biondi e occhi azzurri, con un temperamento aggressivo e combina guai. Il Nicholas Barclay del 1997 aveva i capelli scuri, gli occhi marroni e dal temperamento tranquillo. Nonostante la scarsa somiglianza, i genitori si convinsero, senza ombra di dubbio, che quello fosse il loro Nicholas.Alcuni investigatori, tra cui Charlie Parker, non erano convinti e chiesero spiegazioni sui 3 anni passati in Spagna.

“Sono stato rapito quel giorno al parco dopo la partita di baseball. Mi hanno messo su un aereo e portato in Europa dove mi hanno costretto a far parte di un traffico sessuale di minori. Mi hanno cambiato il colore degli occhi e dei capelli per mascherare il mio aspetto e non rendermi riconoscibile. Poi un giorno sono fuggito e sono riuscito a contattare la polizia che mi ha tenuto al sicuro”. Ma l’investigatore Parker non crede possibile un intervento per cambiare il colore degli occhi e nemmeno che i rapitori si possano essere presi la briga di farlo. L’unica cosa possibile è il cambio di temperamento in quanto, dice Parker, un evento traumatico può modificare l’indole di un ragazzino in fase evolutiva.

Ma l’uomo di fronte all’ispettore non sembra un ragazzino timido di 16 anni, bensì una persona matura e psicologicamente stabile. Messo alle strette, il nuovo Nicholas confesserà tutto. Il suo nome è Frederic Bourdin, 23 anni, conosciuto anche dall’Interpol con il nome “Il Camaleonte”. E’ un criminale e impostore Francese che ha trascorso la sua intera esistenza impersonando bambini scomparsi e creando false storie, identità e nomi. Si pensa abbia creato almeno 500 identità.

Quando Frederic è venuto a conoscenza della scomparsa del piccolo Nicholas, si è finto lui per 3 anni prendendosi gioco della polizia Spagnola, l’FBI e la famiglia Barclay. Ma non tutta la famiglia Barclay ha creduto al miracoloso ritorno di Nicholas: Jason, lo zio di Nicholas che quella notte chiamò la polizia credendo di aver visto il nipote entrare in garage, iniziò a porre domande scomode sul passato di Nicholas, non credendo che quello di fronte fosse realmente lui. Quando l’investigatore Parker volle interrogare Jason per sapere cosa aveva scoperto, lo zio venne ritrovato morto in casa per un’overdose. Frederic fu arrestato e condannato a 6 anni, ma prima di finire in galera lasciò una domanda scomoda all’investigatore: “Perchè i genitori di Nicholas mi hanno accettato così volentieri pur sapendo in fondo che non ero il loro vero figlio? Forse hanno qualcosa da nascondere?”. Secondo la teoria di Frederic, i genitori, o lo zio, hanno ucciso il piccolo Nicholas e hanno atteso qualche giorno prima di denunciarne la scomparsa. Poi, quando Frederic si è presentato come il loro figlio, hanno colto l’occasione per mettere a tacere ogni cosa. La teoria di Frederic, secondo l’investigatore Parker, non è assurda, ma: “Non ho nessuna confessione. Non c’è un corpo. L’omicidio è molto semplice e basilare. Credo che qualcosa sia successo in quella casa, ma non posso provarlo” (Investigatore Parker). Grazie a Le foto che hanno segnato un’epoca

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