Amadeus: “Sono pronto per il Festival di Sanremo, adesso o mai più”

Estate magica per Amadeus. Il conduttore infatti, lo re. scorso 11 luglio ha portato all’altare la sua Giovanna, già sposata civilmente nel 2009, e si prepara a realizzare un altro grande sogno della sua vita: condurre il Festival di Sanremo. Nel mare magnum dell’offerta Tv della Rai per la prossima stagione, infatti, resta una casella ancora da riempire. Forse il pezzo più importante del mosaico, visto che si tratta di scegliere chi dovrà avere l’onore (e l’onere) di condurre il Festival  di Sanremo.

Si tratta, infatti, dell’evento mediatico più prestigioso dell’anno, la storica kermesse musicale che ha dimostrato di avere ancora un forte appeal sul pubblico e che per di più quest’anno festeggia settantanni. La Rai sembra non aver fretta di decidere, ma da settimane rimbalza un nome: quello di Amadeus. È lui l’uomo del momento, il cavallo da battere nella corsa verso Sanremo. Il simpatico conduttore dei Soliti ignoti appare, dunque, essere in pole position per questo “incarico”. E i titoli non gli mancano. Da anni macina in Tv un successo dietro l’altro, è amatissimo da un pubblico ampio e trasversale e può vantare una vasta cultura musicale, maturata in anni di attività radiofonica. Un traguardo che qualora arrivasse sarebbe per lui più che meritato. Vero TV lo ha incontrato in occasione della presentazione dei nuovi palinsesti Rai.

Amadeus, anche la prossima stagione sarà per te piuttosto impegnativa. Ci racconti, nello specifico, a quali progetti ti dediche rai? «Torno al timone dei Soliti ignoti, che quest’anno sarà abbinato anche alla Lotteria Italia. Poi, mi occuperò del Capodanno di Raiuno e, con entusiasmo, riprenderò il timone anche di Ora o mai più».

Il pubblico continua a seguire ogni tua avventura televisiva con grande affetto. «Mi dedico a questo lavoro con immensa passione, d’altra parte è esattamente quello che sognavo di fare sin da quando ero un ragazzino. Anche nei programmi che conduco cerco costantemente di pormi nella posizione del telespettatore e di trasmettere a casa tutto l’entusiasmo che anima me in primis».
Da settimane il tuo nome sembra essere il più accreditato per la conduzione del prossimo Festival di Sanremo.

Che effetto ti fa? «Sì, l’ho letto (ride, ndr). Sanremo è un evento importantissimo e bellissimo. Chi dice di non amarlo non è di questa terra. Per il momento, però, non ci ho pensato. Il gradimento nei miei confronti espresso da tanta gente ovviamente mi lusinga, ma spetta alla Rai decidere».

II fatto che il prossimo autunno tu non abbia più l’impegno di Stasera tutto è possìbile, che passa nelle mani di Stefano De Martino, ha fatto pensare molti di noi che si tratti di un modo per essere più libero, proprio in vista di eventuali impegni sanremesi…

«Ho condotto Stasera tutto è possibile per quattro anni. Sono convinto che i programmi debbano aver modo di rinnovarsi. All’estero, per esempio, è qualcosa che si fa molto spesso. Chi mi conosce sa bene che non sono un conduttore che resta ostinatamente attaccato a un programma per troppi anni. È giusto, dopo qualche tempo, cambiare e fare nuove cose. Questa è stata una decisione che abbiamo preso di comune accordo con la rete, avendo come unico obiettivo il bene del programma. Stasera tutto è possibile resta davvero una delle trasmissioni più divertenti che abbia mai fatto e non è detto che in futuro non possa tornare ad occuparmene».

Nel caso in cui la Mai scegliesse davvero te per il settansetimo Festival di Sanremo, ti sentiresti pronto?
«Beh, se non sono pronto a 56 anni… ora o mai più (ride, ndr)\ Se dovessero chiedermelo, certo sarei pronto. Così come lo sarei l’anno prossimo, o tra due anni».

Un’idea die ti frulla per la testa per il settantesimo Festival? «Chiaramente non ci ho pensato. Certo, dovrebbe essere un evento nell’evento, visto che ricorre il suo settantesimo compleanno. Inutile, però, riflettere su delle idee, visto che non mi è arrivata nessuna chiamata. Non ci penso anche per scaramanzia».

Che effetto ti ha fatto il gradimento espresso nei tuoi confronti da molti tuoi colleghi. Fiordi© in primis, per un’eventuale tua guida del prossimo Sanremo?
«Fiore è un fratello per me. Mi hanno fatto molto piacere le sue parole, così come quelle espresse da altri amici. Io, lo ribadisco, continuo a non pensare a questa cosa. Come dice sempre il grande Trapattoni: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”. Quello che sarà, sarà… Se non dovesse essere, farò comunque il tifo per chi avrà la responsabilità di guidare la settantesima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. E lo
seguirò da casa con affetto, così come faccio sin da quando ero bambino. Mi aspetta comunque una stagione televisiva piena di impegni straordinari e, di conseguenza, non avrei nulla di cui lamentarmi».

Tra tutti questi impegni ci sarà anche Ora o mai più. La tua trasmissione, anche in questa seconda edizione, ha ottenuto un ottimo gradimento da parte del pubblico. Te lo aspettavi?
«È stata una bellissima scommessa, un esperimento riuscito e vincente. Quando me lo propose per la prima volta Angelo Teodoli (ex direttore di Raiuno, ndr) avevo capito subito che si trattava di una bella idea. Sinceramente, però, non ci aspettavamo risultati così importanti, anche sul fronte del seguito social.

Ora o mai più, infatti, ha conquistato anche il pubblico più giovane: davvero una bella soddisfazione. Oltre ai cantanti in gara, anche i nostri giudici sono stati apprezzatissimi. Si tratta di grandi nomi della storia della nostra musica leggera e loro stessi ci tenevano a vincere, volevano che il loro concorrente facesse bella figura e trionfasse».

Credi che questa trasmissione riesca davvero a dare una seconda chance alle carriere degli artisti che vi partecipano? «Moltissimi di loro hanno sottolineato come proprio grazie a Ora o mai più siano tornati a fare serate, eventi e ospitate televisive. La gente ha ricominciato a riconoscerli per strada, a fargli i complimenti, a chiedergli autografi. Discograficamente, certo, il discorso è molto diverso. Se le radio non trasmettono gli inediti di questi cantanti è ovvio che non possa esserci rilancio da questo punto di vista.

Già il rilancio d’immagine, però, il ritorno al lavoro musicale, è per loro un importante passo in avanti». Per chiudere, tl va di condividere con noi le emozioni provate pochi giorni fa quando tua figlia Alice si è laureata in Fashion Business con il massimo dei voti?
«Stento a credere sia davvero figlia mia (ride, ndr)\ Io, infatti, mi sono diplomato con 36 sessantesimi e con la precisa speranza di non fare il geometra. Mia figlia è talmente brava che forse mi conviene fare l’esame del Dna per accertare che sia davvero mia figlia! Scherzi a parte, sono felicissimo, sono un papà davvero orgoglioso».
Anche il tuo secondogenito è molto studioso? «José è in quell’età in cui la sua principale passione è giocare a pallone. Somiglia al papà!».

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