“Liberi, fanc… sbirri”, bulli festeggiano liberazione con video davanti al Tribunale di Torino

Il lungo percorso riabilitativo, fatto di tre anni di lavori socialmente utili imposto loro dal giudice per i pesanti atti di bullismo di cui si erano resi protagonisti, probabilmente non è andato a buon fine per un gruppo di giovani adolescenti piemontesi. I quattro infatti subito dopo aver scontato la loro pena e aver ottenuto la piena libertà dal giudice minorile, non hanno trovato di meglio che scattare foto e girare un video proprio davanti al tribunale insultando le forze dell’ordine. Protagonisti della storia quattro minori di Cirié, nel Torinese, provenienti da famiglie considerate senza nessuna particolare problematica. Nel video intitolato “L’ultima notte da pregiudicati”, i quattro si sono filmati nelle attività che dovevano svolgere per la condanna ma anche davanti all’ingresso del Tribunale dei Minorenni di Torino. “Siamo liberi, fanc… sbirri”, dicono nel filmato, mostrandosi anche mentre fanno il segno delle manette davanti al cartello del Tribunale. Il filmato è stato poi pubblicato anche sui social e potrebbe costargli molto caro. Le immagini infatti sono finite così all’attenzione dei carabinieri che ora stanno valutando le loro posizioni.

I quattro erano finiti nei guai perché responsabili di un pesante caso di bullismo: avevano preso di mira per mesi un loro compagno di scuola, picchiandolo, insultandolo e sputandogli addosso e addirittura in una occasione gli avrebbero fatto mangiare degli escrementi nascosti in un panino. Un caso che aveva suscitato molto scalpore e indignazione. Durante il processo a loro carico i quattro si erano detti dispiaciuti e, vista la minore età e l’assenza di precedenti, il giudice aveva previsto per loro un percorso riabilitativo lungo ma evitando loro un istituto di pena.

Un percorso che i quattro hanno seguito regolarmente come accertato dagli operatori sociali e confermato infine dal Tribunale. Ora le nuove foto e il video delle loro bravate però hanno riacceso le polemiche sul loro comportamento. In molti chiedono pene più severe ma alcuni li difendono parlando di gesti per esorcizzare la tensione in tribunale e lenire le sofferenze patite in questo periodo difficile.

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