Carabiniere ucciso a Roma, il monologo di Salvini a UnoMattina finisce in Parlamento

Sono giorni durissimi per tutto il Paese. Dopo la morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri morto nella notte del 26 luglio dopo essere stato accoltellato dal reo confesso Elder Finnegan Lee, lo studente americano che ha agito insieme al suo connazionale e coetaneo, Christian Gabriel Natale Hjort, è il tempo di analizzare quella girandola di false informazioni diffuse in maniera errata, provocando caos e sconvolgendo l’opinione pubblica. Errori che anche il servizio pubblico ha commesso. Così, il monologo di Matteo Salvini a UnoMattina, quello in cui il Ministro degli Interni metteva in relazione la vicenda con l’emergenza migranti, finisce in Parlamento.

L’interrogazione parlamentare

Il deputato Michele Anzaldi e il senatore Salvatore Margiotta, membri della Commissione Vigilanza, chiedono che venga fatta chiarezza sull’intervento del Ministro nella mattinata del 26 luglio, alla trasmissione condotta da Valentina Bisti e Roberto Poletti, già autore della biografia ufficiale del leader del partito leghista.

Appare molto grave che per alcuni minuti sia stato consentito al Ministro dell’Interno di commentare l’assassinio del vicebrigadiere e di fornire una versione totalmente errata dell’omicidio che è stata smentita poi dalle indagini , senza alcun contraddittorio giornalistico salvo qualche timidio invito a confermare slogan già pronunciati (“Lei ha pronunciato parole molto dure, le può ripetere qui da noi?”) o suggerimenti per meglio affondare il colpo (“Signor ministro, ci sta dicendo che con voi la musica è cambiata?”).

Nell’interrogazione, Anzaldi e Margiotta, chiedono di valutare se “questa informazione” è da considerarsi “degna del servizio pubblico” e soprattutto come si intenda intervenire per garanti equilibrio e “correttezza delle informazioni diffuse”.

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