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Se si guarda all’ultimo precedente, la Juventus può affrontare l’assenza di Maurizio Sarri con estrema fiducia. Stagione 2012-13, i bianconeri – causa sentenza Calcioscommesse – si ritrovano non soltanto senza allenatore (Antonio Conte) ma anche senza vice (Angelo Alessio), entrambi squalificati. La società affida la panchina a Massimo Carrera, coordinatore tecnico del settore giovanile. Un’avventura che comincia con 2-0 in amichevole al Malaga il 4 agosto e che diventa entusiasmante nel giro di una settimana, con il 4-2 di Pechino al Napoli che vale il successo nella Supercoppa italiana. NESSUNA SCONFITTA La gestione dell’ex difensore bianconero si prolunga per 10 partite, fino al 7 ottobre, giorno della vittoria in trasferta con il Siena (2-1). Il bilancio è ampiamente favorevole, tra campionato e Champions League: arrivano 7 vittorie, 3 pareggi e nessuna sconfitta. In Serie A la Juventus porta a casa 6 successi e un pareggio in 7 gare, per una media di Carrera pari a 2.7 punti a partita. Dopo Siena tocca ad Alessio sedersi in panchina, una volta scontata la squalifica. In totale, tra Italia e Europa, guida i bianconeri in 12 occasioni, con 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Otto sono le partite di campionato, in cui la Juventus ottiene 5 successi, un pareggio e 2 battute d’arresto, in casa contro l’Inter e in trasferta contro il Milan, per un media punti di 2 a match. Il 9 dicembre Conte riprende possesso del suo incarico anche negli impegni ufficiali: conquista il secondo scudetto consecutivo ma, come punti, non riesce a fare meglio di Carrera, visto che la sua media si fissa a 2.3. LAVORO DI GRUPPO Risultati che rientrano nella logica del calcio contemporaneo. La prestazione sul campo è il frutto di un lavoro collettivo svolto nel corso della settimana e i sostituti che vanno in panchina sanno esattamente quali siano le logiche delle squadre. In più il filo con il tecnico principale non si interrompe mai: in passato i contatti erano tenuti da messaggeri che recapitavano le istruzioni via voce o attraverso foglietti; oggi le nuove tecnologie consentono di essere più diretti, e più chiari. Per questi motivi la gestione SANDRO BOCCHIO TORINO in prima persona della Juventus da parte di Giovanni Martusciello non rappresenta un problema di sorta. Il vice di Sarri condivide ogni giorno le idee tattiche del responsabile tecnico e le indicazioni sulle soluzioni da adottare in corsa giungeranno puntuali oggi a Parma. Inoltre il nuovo staff si è inserito in una realtà fatta di giocatori in cui la vecchia guardia e gli elementi di maggior peso specifico sanno come affrontare le emergenze. E il contributo che possono fornire i più esperti del gruppo è un ulteriore aiuto. IL RITORNO Per Martusciello si torna di un ritorno da protagonista in prima persona in A. L’ultima sua apparizione in panchina era datata 28 maggio 2017, sconfitta a Palermo all’ultima giornata che aveva decretato la retrocessione dell’Empoli, squadra in cui aveva giocato e lavorato, come vice di Alfredo Aglietti, Sarri e Marco Giampaolo. Era la sua prima esperienza da allenatore, ed è stata finora anche l’unica, dopo essere diventato nlle ultime due stagioni collaboratore tecnico dell’Inter di Luciano Spalletti. La polmonite di Sarri (che il tecnico cura a suon di antibiotici, senza per questo rinunciare al lavoro alla Continassa) lo ributta nella mischia in una maniera a dir poco inimmaginabile, pochi mesi fa.

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