La commovente lettera di una 13enne italo-indiana a Salvini: “Non lasci morire le persone in mare”

“È da parecchi giorni che mia figlia di 13 anni continua a dirmi di voler scrivere una lettera al ministro Salvini. E stamattina ha scritto questo e mi ha chiesto gentilmente di spedirlo a casa sua”. Comincia così la mail arrivata alla redazione di Fanpage.it da parte di Komal Tekchandani, mamma di Ayeesha, 13enne italo-indiana, che ha voluto indirizzare alcune parole al leader del Carroccio, Matteo Salvini, sulla questione migranti. Un tema, questo, che sta molto a cuore alla sua famiglia. La mamma Komal, come racconta su Facebook, di origine indiana, è arrivata in Italia nel 2002 per sposare un carabiniere italo-indiano scelto dai suoi genitori e da allora ha sempre vissuto nel nostro Paese, precisamente a Roma, dove ha dato alla luce la sua bambina, che quest’anno frequenterà la terza media all’istituto Mater Carmeli.

Gentile ministro Salvini, mi chiamo Ayeesha Gioia Tekchandani. Sono una bambina di origini italo-indiane – comincia la missiva che abbiamo ricevuto questa mattina, mercoledì 28 agosto -. Quest’anno farò la terza media. Mia mamma dice che non esistono persone di nazionalità diverse, colori diversi o razze diverse. Esiste una sola razza, quella umana, ma esistono due tipi di persone, quelle BUONE e quelle CATTIVE. Mia mamma dice anche che c’è un lato positivo, un lato buono in tutti. Anche nelle persone più brutte, anche in quelle che fanno le peggio cattiverie, e che bisogna soltanto trovare il modo di tirare fuori il buono che hanno dentro“.

Poi, si rivolge direttamente al numero uno delle Lega: “Io lo so che probabilmente lei non è una cattiva persona. Probabilmente lei crede in quello che fa. Io non capisco molto della politica, ma le posso dire una cosa? Io penso che fare una legge che punisce qualcuno per salvare la vita delle persone sia sbagliato. Penso che lei vorrebbe che qualcuno salvasse suo figlio se stesse annegando senza pensare alle conseguenze. Io frequento la scuola Mater Carmeli a Roma. Io credo nella Madonnina e credo che Lei non vorrebbe che nessuno dei suoi bambini morisse annegato. Penso che sarebbe proprio triste pensando che alcuni dei suoi bambini hanno lasciato degli altri morire. Penso che Dio che ha fatto nascere il Gesù bambino ha anche fatto nascere tutte le persone di questo mondo. E siamo tutti uguali. Pensa che Dio, la Madonnina e Gesù sarebbero felici di vedere che alcuni loro bambini sono diventati così egoisti, che pensano prima a se stessi, dicendo, “Prima gli Italiani”?. Io sono italiana, ma non voglio arrivare prima, voglio essere insieme a tutti i miei amici senza differenze. Io so che c’è del buono in lei. Per favore, non lasci morire le persone. Se qualcuno fa qualcosa di sbagliato, lei li deve punire, sono d’accordo, ma solo se hanno sbagliato qualcosa… Per favore non li punisca prima ancora di aver fatto qualcosa. Hanno bisogno del nostro aiuto. Gesù ha detto di aiutare il nostro prossimo, non aveva mica specificato che quel prossimo doveva essere per forza italiano. Aiutiamo tutti. Lo so che non sarà facile. Ma insieme ce la faremo“.

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