Laura Perspicace, chi è l’angelo del web che fa ritrovare mamme e figli divisi alla nascita

Laura Perspicace, sceneggiatrice catanese di 37 anni, oltre alla scrittura, coltiva da 10 anni un’altra passione: quella di aiutare i figli adottivi a ritrovare i propri genitori biologici. Lo fa gratuitamente attraverso il suo sito web e una pagina social, da dove chiunque sia alla ricerca di una mamma naturale può lanciare il suo appello. Ho creato un gruppo Facebook per mia madre, che è stata adottata – racconta Perspicace a Fanpage.it – volevo potesse conoscere le sue origini. Successivamente molte persone mi hanno cercata per pubblicare il loro appello e nel tempo, si è creata una solidarietà virtuale che oggi consente ad un adottato su tre di ritrovare la sua famiglia”.

Le richieste arrivano da tutta Italia, e anche dall’estero. In tutto questo tempo, sono stati migliaia gli appelli pubblicati da Laura. C’è chi vuole avere notizie dei genitori naturali, ma ci sono anche tante mamme che cercano i figli dati in adozione. E non mancano fratelli o sorelle, divisi da adozioni diverse durante la loro infanzia. “In dieci anni – assicura – sono riuscita a risolvere oltre 800 casi”.

A differenza dei bambini riconosciuti alla nascita, e in seguito adottati, ai figli nati in un parto in anonimato l’attuale ordinamento italiano non consente di accedere all’identità dei propri genitori biologici. Viene considerato prevalente il diritto alla segretezza della donna, rispetto all’interesse del figlio di conoscerne l’identità. In questi anni, tuttavia, i tribunali dei minorenni sono intervenuti e hanno stabilito che il figlio, al compimento del 25˚anno di età (per gravi e comprovati motivi attinenti alla salute psico-fisica dell’adottato bastano 18 anni), possa far pervenire alla madre una richiesta per sapere se vuole continuare a rimanere sconosciuta. Ma in mancanza di una legge che disciplini la materia, senza un protocollo univoco da seguire, i tempi e le modalità variano da città a città. Ecco perché sempre di più internet e i social sono diventati il mezzo per riuscire a trovare risposte alle tante domande sulla propria origine. “Le persone si rivolgono al web – sottolinea Perspicace – poiché oggi è diventato uno strumento veloce ed efficace con il quale si possono rintracciare i propri cari dati in adozione oppure la famiglia biologica in tutto il mondo. A volte, nella procedura di interpello, le mamme non si presentano in tribunale – aggiunge – perché non vogliono rendere pubblico il loro passato fatto di ricordi dolorosi però poi accettano di incontrare il figlio o la mamma biologica attraverso internet o la mia pagina Facebook”.

Come funziona l’appello sui social?

“Di solito – spiega la scrittrice – vengo contattata attraverso un messaggio privato sulla pagina o tramite e-mail al mio sito. Le persone, a cui garantisco la privacy più assoluta, mi raccontano la loro storia. Una volta in mano i dati essenziali, scrivo l’appello e lo pubblico prima sul web e poi lo condivido in tutti miei i social network. Questo vale anche nel caso si tratti di stranieri. Ad esempio, se sono cittadini russi lo condivido sulle pagine che ho aperto in quel Paese”. “Dopo la pubblicazione dell’appello – continua Perspicace – iniziano le varie segnalazioni che verifico con la massima attenzione. Se realmente sono attendibili le comunico alla persona che ha chiesto il mio aiuto. Il tutto per arrivare ad un primo contatto tra i due che sarò io a gestire affinché avvenga con molta delicatezza e serenità da entrambe le parti e vada a buon fine”.

Storie commoventi e dolorose

Le storie che Laura Perspicace sente ogni giorno sono tutte commoventi e, allo stesso tempo, dolorose. “Ricordo ancora dei fratelli che cercavano disperatamente le due sorelle adottate in famiglie diverse. Questi ragazzi furono sottratti alla famiglia di origine e divisi in due orfanotrofi diversi: le ragazze furono adottate ma i 2 maschi no, un dramma nel dramma. Una volta cresciuti hanno cercato le sorelle ma invano, fino a quando hanno trovato me che in pochi giorni sono riuscita a riunirli di nuovo. Dopo 40 anni si sono ritrovati grazie alla mia pagina, una storia piena di ingiustizie, di dolori, ragazzi segnati da eventi che non dimenticheranno mai”.

“L’Angelo” che fa riabbracciare i familiari divisi

Molte persone che, grazie a Perspicace, hanno ritrovato i propri cari la considerano un “angelo”. Un impegno il suo senza fine di lucro, la cui unica soddisfazione è poter aiutare a far riabbracciare un figlio o una mamma per troppo tempo divisi. “Non ho mai pensato che potesse diventare un vero e proprio lavoro – afferma – ciò che faccio però mi ha ispirato moltissimo: ho scritto un libro e di recente anche una sceneggiatura che spero un giorno diventi un film”. “Ma la cosa più importante – conclude Perspicace – è vedere una famiglia ricomporsi. E’ una gioia unica”.

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